Brasile, Rousseff destituita, Temer verso salvezza. Lula condannato ma "innocente"

Due pesi e due misure si stanno profilando in Brasile nei confronti del presidente in carica Michel Temer e della sua predecessora Dilma Rousseff. Quest'ultima non è stata salvata dall'impeachment parlamentare che l'ha destituita e sostituita dal suo vicepresidente Temer, a causa di un'accusa di aver truccato i bilanci statali in vista della campagna elettorale presidenziale che l'ha vista rieletta come leader del suo Partito dei Lavoratori (Pt, di sinistra). Per Temer, che è indagato per corruzione nell'ambito dello scandalo Petrobras e altri scandali di tangenti, sembra profilarsi invece una sorta di "grazia" politica per una ragion di Stato che con la Rousseff (che da sempre grida al "golpe") non s'è ravveduta, nemmeno dalla giustizia.

Ieri una commissione parlamentare brasiliana ha, infatti, raccomandato che Temer non venga perseguito dalla Corte Suprema per le accuse di corruzione. Il voto, che non è vincolante per il Parlamento che deve ancora votare la mozione, riduce, però, le possibilità che il presidente conservatore possa essere sospeso e incriminato. Con Temer è indagato mezzo suo partito (Pmdb) e tanti suoi ministri sono stati costretti alle dimissioni in pochi mesi di governo-rimpastato (due anche arrestati). Il giudice procuratore titolare dell'inchiesta contro Temer ha dichiarato che non mollerà il caso, nonostante questo primo ostacolo, e continuerà a indagare per trovare nuove accuse. Il voto della Camera dei deputati sul via libera a procedere per la Corte Suprema è atteso tra pochi giorni.

Con quello che è successo il giovane governo Temer (quasi tutti indagati) il presidente avrebbe dovuto dimettersi o addirittura non accettare l'incarico, visto che doveva sostituire una presidente pure indagata ma per reati meno gravi da un punto di vista giudiziario. Ma l'ex alleato del Pt al potere doveva riprendersi dall'impopolarità che aveva coinvolto il suo partito, anche se la presidenza ad hinterim prima e quella definitiva poi hanno contribuito ad affossarlo politicamente.

La Rousseff grida al "golpe" come il suo compagno di partito Luis Inacio Lula da Silva (nella foto d'apertura è a destra con la Rousseff e Temer ai tempi in cui erano insieme al governo), condannato a nove anni e mezzo di carcere per corruzione. L'ex presidente-operaio brasiliano artefice del miracolo economico brasiliano, si professa innocente, vuole ricandidarsi alle prossime elezioni presidenziali del 2018 e sa pure che potrebbe vincerle stando ai sondaggi. Ricorrerà contro la sentenza di primo grado che ha definito "politica", denunciando "coloro che vogliono distruggere la democrazia". Lula ha lanciato questo messaggio: "Voglio dire al mio partito che fin d'ora rivendico il diritto di essere candidato" alle elezioni perché "sono ancora in gioco".

Per Lula lo scandalo Petrobras (la "mani pulite" brasiliana) reso il suo Paese uno Stato in cui "i diritti della democrazia sono stati gettati nella spazzatura". I legali dell'ex presidente hanno già annunciato ieri di voler presentare appello "presso tutti i tribunali imparziali, comprese le Nazioni Unite". Se la condanna decisa dal tribunale di Curitiba dovesse essere confermata anche in appello, Lula - che rimarrà in libertà fino alla sentenza definitiva - dovrà entrare in carcere e non potrà quindi presentarsi alle presidenziali. E' accusato di aver incassato fino a 3,7 milioni di reais (circa un milione di euro) da parte della Oas, un'impresa edile coinvolta nello scandalo Petrobras. L'ex presidente, oggetto di altri quattro procedimenti giudiziari, ha negato ogni addebito. Durissima contro il giudice Sergio Moro l'avvocatessa Valeska Zanin Martins, che col marito Cristiano Zanin Martins (nella foto a destra) difendono Lula, che ha dichiarato: "Se il giudice fosse imparziale, se il giudice fosse indipendente, questa procedura non sarebbe mai esistita, perché ci sono moltissime prove della sua innocenza. Questa condanna quindi è solamente politica ed è un nuovo attacco contro lo Stato di diritto e contro la nostra recente democrazia. Vogliono chiaramente estromettere Lula dalla corsa presidenziale, Lula è dato favorito in tutti i sondaggi".

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