Chiusura manicomi giudiziari: le Regioni chiedono proroga di 4 anni

Chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari entro aprile 2014? Impossibile. Servono almeno altri quattro anni. È quello che fanno sapere le Regioni nel documento di proposte emendative al Decreto legge n. 150/2013, cosiddetto "Milleproroghe", stilato dopo la riunione del 23 gennaio della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

“Nonostante il fatto che le Regioni abbiano presentato, entro i ristretti termini assegnati (15 maggio 2013), i programmi per la realizzazione delle strutture sanitarie alternative agli Opg  – si legge nel documento - le stesse non saranno in grado di poter nemmeno avviare nei pochi mesi rimasti, le procedure di gara per la scelta del progettista e dell’impresa esecutrice dei lavori. Per tale motivo risulta necessaria una proroga di almeno quattro anni per realizzare le strutture alternative agli ex Opg consentendo la chiusura definitiva di questi ultimi”. Per il comitato "StopOpg", la richiesta delle regioni è inaccettabile. “Rinviare ancora una volta la chiusura degli Opg, luoghi 'indegni per un paese civile', come li ha definiti il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è grave in sé, ma riteniamo sia intollerabile con una simile motivazione”. Secondo i portavoce della campagna, “un'ulteriore proroga della chiusura degli Opg è inaccettabile senza introdurre precisi vincoli di legge che favoriscano le dimissioni e le misure alternative alla detenzione e pongano fine alle proroghe delle misure di sicurezza spesso motivate dalla mancanza di presa in carico da parte dei servizi nel territorio”. Secondo StopOpg, inoltre, “il problema non è il ritardo nella costruzione delle Rems (le Residenze in cui eseguire le misure di sicurezza detentive, cosiddetti mini Opg regionali), quanto piuttosto il fatto che così facendo la chiusura degli attuali Opg determinerebbe solo la 'regionalizzazione' degli stessi. Per di più nelle Rems programmate dalle regioni sono previsti mille posti, più degli attuali Internati”. Secondo StopOpg, oggi il problema va affrontato su più fronti: “Attraverso il rafforzamento di una cultura della responsabilità e della presa in carico delle persone internate, da parte dei dipartimenti di salute mentale, insieme ad una aumento delle risorse verso gli stessi e attraverso l'applicazione da parte della magistratura delle sentenze della Corte Costituzionale del 2003 e 2004 che favoriscono le misere alternative all’internamento”. Per tali ragioni, spiegano i responsabili del progetto "StopOpg", si chiede “lo spostamento del finanziamento della Legge 9/2012 e dell’attenzione dei programmi regionali a
favore dei 'percorsi terapeutico–riabilitativi', che assicurino il diritto alle cure e al reinserimento sociale. Questo significa orientare i finanziamenti verso i Dipartimenti di Salute Mentale nei budget di salute”.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=