Regione Lombardia, assessore Lega: su case popolari stranieri come italiani

"Agli stranieri vengono chiesti gli stessi documenti che devono produrre gli italiani. Da parte nostra ci stiamo attivando con le prefetture e i consolati perché in tutti in paesi extraeuropei sia possibile ottenere la certificazione che attesti i redditi o i possedimenti patrimoniali (quasi impossibile da avere in Italia tramite i consolati stranieri, ndr). Da questo punto di vista è emblematico l'esempio del Comune di Sesto San Giovanni (Milano, ndr) dove due sentenze, hanno respinto i ricorsi presentati da alcuni cittadini stranieri, confermando che l'applicazione che la normativa regionale è legittima".

La precisazione arriva dall'assessore alle Politiche sociali della Regione Lombardia, il leghista Stefano Bolognini (nella foto a destra), dopo le polemiche sulla presunta discriminazione di immigrati regolari che sarebbero stati penalizzati nell'assegnazione di alloggi popolari da parte di alcuni sindaci lombardi. 

Secondo Bolognini, "Regione Lombardia ha un solo obiettivo: fare in modo che la competizione per ottenere un alloggio pubblico sia trasparente e regolare". Ecco perchè "tutto deve avvenire all'insegna della trasparenza e della legalità". L'assessore ha infine parlato dell'"impegno costante che Regione Lombardia sta dedicando a questo tema", evidenziando come "negli ultimi cinque mesi si registra un aumento degli appartamenti recuperati (sfitti o da ristrutturare) pari a 1300 unità, il che porta il numero complessivo di quelli disponibili a 2584 unità, rispetto ai 1284 che erano a dicembre sul totale di 4560 (57%)".

Se la Lega vuole dare precedenza agli italiani nell'assegnazione dei punteggi per la case popolari deve decidersi ad approvare una legge regionale o nazionale (per evitare episodi come quelli dei fascisti di Casa Pound a Roma contro l'assegnazione di case ai rom). Diversamente, sia per reddito sia per numeri di figli (che gli stranieri fano più degli italiani) i punteggi verso gli extracomunitari saranno sempre prevalenti. La Lega di Matteo Salvini deve capire che, aldilà della propaganda, la soluzione al "problema" immigrati si risolve con le riforme efficaci e non con le chiacchiere.

 

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