Razzismo, Mahmood: solo dopo Sanremo ho scoperto di essere 'straniero'

"Sono arrivato a 26 anni a Sanremo per sentirmi straniero". Lo ha rivelato l'altra sera a "Dimartedì" su La7 Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood (nella foto d'apertura in tv), il vincitore dell'ultima edizione del Festival di Sanremo con il brano "Soldi" ancora in testa alle classifiche dei brani più venduti e scaricati dal web. Mahmood, 26 anni, è nato a Milano da padre egiziano e madre italiana ed è ovviamente cittadino italiano dalla nascita. Ma prima di vincere a Sanremo "non mi ero mai sentito vittima di razzismo nella mia esperienza. Dopo sono arrivati i commenti razzisti - ha detto al conduttore giornalista Giovanni Floris che lo ha intervistato in studio - Mi sono sentito straniero nel mio Paese. Dopo la vittoria di Sanremo ho ricevuto dei commenti razzisti, ma prima no perché sono cresciuto in una generazione già mista. Alle scuole elementari già c'era dal cinese al russo. Noi, siamo cresciuti con la mente aperta".

Commenti razzisti che sono stati generati dall'immediata polemica politica scatenatasi poche ore dopo sui social e sui media, come se la vittoria della giuria d'onore e stampa - contraria a quella popolare che preferiva il cantante "italiano doc" Ultimo (Niccolò Morriconi) - fosse stata dettata da un messaggio anti-immigrati contro il governo a trazione Lega Nord. Ma il mercato, che di solito non coincide col responso del podio, ha invece confermato che "Soldi" è la canzone più bella (o la meno brutta) dell'edizione 2019 della kermesse canora del Teatro Ariston. Certamente è diventato un tormentone che ancora oggi si sente tutti i giorni in radio e che sanno a memoria pure i bambini.

Mahmood a "Dimartedì" ha fatto una rivelazione importante, che fa riflettere in questa Italia che si è scoperta più razzista e sovranista. E' di pochi giorni fa la notizia di quel ristoratore che ha denunciato che, da quando ha assunto un pizzaiolo nero, il suo locale nel Riminese ha meno clienti. Ma il giovane vincitore di Sanremo 2019 è italianissimo, molto più di quello che ha trionfato nel 2018, Ermal Meta, albanese di nascita (nel 1981, nella foto a destra) e cittadinanza, diventato italiano nel nostro Paese dove s'è trasferito quando aveva 13 anni con la madre e i fratelli, abbandonando il padre violento. E' anche Mahmood è stato abbandonato dal padre egiziano, che, quindi, non gli ha trasmesso nemmeno la cittadinanza nordafricana. Forse perché Meta è bianco e pochi si sono accorti che fosse albanese; mentre Mahmood tradisce una carnagione nordafricana e, quindi, sufficiente per poter additarlo da destra come immigrato usurpatore del titolo canoro per eccellenza che spetta agli italiani.

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