Immigrazione, Regione Friuli approva programma 2014 e stanzia 2,4 milioni

Istruzione e formazione, accesso alla casa, assistenza sanitaria e protezione sociale, ma anche mediazione linguistica, attività informative e interculturali. Sono i principali ambiti sui quali si articola, anche per l'anno in corso, il programma di azioni, messo a punto dalla Regione Friuli Venezia Giulia per l'integrazione degli stranieri. Il "Programma immigrazione 2014", approvato oggi dalla Giunta regionale, sostiene con continuità le iniziative attuate fin dal 2008, quando fu istituito un Fondo per gli interventi destinati alla popolazione straniera, e concentra ora le risorse a disposizione, pari a oltre 2,4 milioni di euro, sulle azioni a maggiore rilevanza, evitando la frammentazione e ricercando tutte le possibili sinergie tra gli attori coinvolti nell'erogazione dei servizi. Il tutto facendo riferimento anche alla normativa nazionale sull'assistenza sanitaria e a una recente legge regionale (la 22 del dicembre 2013 - "Norme intersettoriali per l'accesso alle prestazioni sociali di cittadini italiani e migranti") che riaffermano il principio di uguaglianza tra persone di ogni provenienza e nazionalità. Più nel dettaglio, il Programma immigrazione 2014 è strutturato in sei ambiti, con 14 diverse azioni. Gli obiettivi consistono nel sostenere politiche di accoglienza e inserimento scolastico, puntando al consolidamento delle attività di apprendimento della lingua italiana per gli adulti (allo scopo sono destinati 975mila euro); fronteggiare la richiesta di accompagnamento abitativo (500mila); garantire l'assistenza sanitaria e la protezione sociale (280mila) e parallelamente mantenere una rete di Sportelli informativi e di mediazione linguistica, distribuiti sul territorio, per favorire la conoscenza dei servizi e, in una logica tutt'altro che assistenzialistica, far emergere le opportunità occupazionali (650mila). A completare il tutto, indagini e ricerche finalizzate alla raccolta dei dati sulla presenza di stranieri e al monitoraggio delle attività svolte. Al primo gennaio 2014 la popolazione straniera residente in regione era di 102.568 unità (fonte Istat), tra adulti e bambini, pari all'8,4% del totale della popolazione residente, con una variazione del 5,4% rispetto all'anno precedente. Nel 2007 gli stranieri residenti erano 72.462. Alla crescita numerica si accompagna comunque, come indicato in una ricerca della Fondazione "Leone Moressa", anche una migliore integrazione, testimoniata da un tasso di stranieri naturalizzati che in Friuli sfiora il 25%, dato quasi doppio rispetto a quello nazionale (13,5%). Le persone adulte si stabiliscono nella regione per ragioni di lavoro: sono occupate nell'industria, nelle costruzioni, in pesca e agricoltura e soprattutto nei servizi. In questo caso è larghissima la prevalenza di donne, impegnate in sanità, in assistenza (badanti), in ristoranti e alberghi. Persone che lavorano e che pagano le tasse, producendo un altissimo saldo attivo sotto il profilo fiscale e contributivo, come evidenzia l'assessore Gianni Torrenti (nella foto con la presidente della Regione Debora Serracchiani), che ha proposto il provvedimento. A significare che l'immigrazione rappresenta, per il Friuli (così come per l'Italia intera), una risorsa, alla quale la Regione, con il programma loro dedicato, restituisce appena una piccola parte di quanto loro producono in termini di ricchezza.

 

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