Immigrazione, l'Emilia Romagna regione leader dell'integrazione stranieri

“Una comunità già interculturale” è l’Emilia-Romagna nelle parole di Teresa Marzocchi, assessore regionale alle Politiche sociali. E i numeri lo confermano. Nel 2013 su oltre 4,4 milioni di residenti, gli stranieri erano poco più di 550mila. Significa che quasi un residente su otto ha un background migratorio. Nell'ultimo decennio si è registrata una crescita complessiva della popolazione pari al 10%, quasi interamente coperta dagli stranieri. Nonostante il rallentamento dovuto alla crescita economica, infatti, l’immigrazione si è intensificata anno dopo anno: l’incidenza dei cittadini stranieri sul totale dei residenti è passata dall’8,6% del 2008 al 12,2% del 2013. Le previsioni ci dicono che queste percentuali sono destinate ad aumentare, in particolare nelle fasce di età più giovani. Per far sì che l'interculturalità sia pienamente realizzata, l’Assemblea legislativa ha approvato il Programma triennale 2014-2016 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri. “Uno strumento trasversale che pone al centro delle programmazioni di settore il tema di una società con un fenomeno migratorio stabilizzato, che vede al suo interno persone provenienti da oltre 170 Paesi diversi”, ha commentato la Marzocchi (fotoche è intervenuta anche sull'abolizione del reato di clandestinità da parte della Camera. “Finalmente una buona notizia, il reato tanto sbandierato ideologicamente come soluzione per frenare nuovi arrivi e che nei fatti non ha prodotto alcunché se non appesantire la giustizia, non esiste più – ha detto l’assessore – Una decisione che non significa ‘porte aperte a tutti’ come qualcuno vorrà far credere ma che al contrario alleggerirà la magistratura di un lavoro oneroso e inutile, ribadendo comunque che non si può entrare in Italia senza permesso”. Inclusione, equità e diritti, cittadinanza, antidiscriminazione. Sono questi i quattro obiettivi del Programma, previsto dalla legge regionale 5/2004, da attuare attraverso l’apprendimento della lingua italiana, la mediazione e la formazione interculturale degli operatori e una maggiore informazione per diffondere tra i cittadini stranieri la conoscenza dei propri diritti ma anche dei doveri verso la comunità a cui appartengono. Dal punto di vista dell’attuazione, la Regione sceglie un approccio ‘dal basso’ che coinvolge gli enti locali e una vasta gamma di attori istituzionali e non (Terzo settore, scuole, imprese), “sempre puntando sul protagonismo dei migranti”, ha sottolineato l'assessore. Due le sfide principali: i giovani e le donne di origine straniera. Il primo degli incontri di presentazione del nuovo Programma è previsto l’8 aprile al Centro interculturale Zonarelli di Bologna in presenza oltre che della Marzocchi anche dell’ex ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge, dell’assessore al Welfare del Comune di Bologna Amelia Frascaroli e della presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti. La scelta dello Zonarelli non è casuale: da anni, infatti, il centro rappresenta una risorsa importante per il dialogo interculturale e per la partecipazione dei cittadini di origine straniera. La serata inizia alle 18 con la proiezione in anteprima del video prodotto e realizzato dalla Regione sul Programma triennale (“Per una comunità interculturale”), basato su una serie di interviste sui temi del lavoro, della salute, della scuola, dello sport. Al termine della proiezione ci sarà un dibattito, la possibilità di approfondire alcuni aspetti del Programma e un aperitivo.

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