Università in Italia per stranieri e italiani oriundi: al via le iscrizioni online


Per gli studenti stranieri o italiani oriundi residenti all’estero è partita la corsa alle università, alle accademie e ai conservatori italiani per l’anno accademico 2014/2015. Una gara di resistenza mai troppo affollata, ma scandita da una serie di tappe burocratiche obbligate.

Innanzitutto, le aspiranti matricole devono scegliere dove andare a studiare, dando un’occhiata ai posti messi a disposizione da ogni ateneo per gli studenti che arrivano dall’estero. Sono tutti online, divisi in due database, uno per le università, l’altro per le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. Fatta la loro scelta, devono presentare la domanda di preiscrizione al consolato italiano nel proprio Paese, allegando tutti i documenti indicati in una guida appena pubblicata dal ministero dell’Università. La presentazione delle domande si è aperta ieri e si chiuderà il 30 giugno e conviene chiedere i dettagli della procedura direttamente al consolato. I consolati gireranno le domande alle università e a fine agosto rilasceranno un visto per l’Italia agli studenti ammessi che dovranno superare una prova di italiano (fissata il 2 settembre) ed eventuali test di ingresso. Chi ce la farà verrà immatricolato e potrà chiedere un permesso di soggiorno per motivi di studio. Solo gli studenti che hanno scelto un corso di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria o Architettura faranno prima le valige, perché potranno venire in Italia già ad aprile per sostenere la prova d'italiano e i test d'ingresso, ai quali bisognava iscriversi entro l'11 marzo scorso. Poi però dovranno rientrare nel loro Paese, per tornare qui solo dopo l’estate,.quando inizieranno le lezioni. L’internazionalizzazione dei nostri atenei è un obiettivo finora non centrato. Ostacoli burocratici, corsi solo in italiano, scarsità di borse di studio e alloggi università, nonché di sbocchi lavorativi dopo la laurea, regalano all’Italia una percentuale di studenti stranieri inferiore al 4%, meno della metà della media europea. Senza contare che buona parte di quegli studenti in realtà non sono arrivati dall’estero con la procedura che abbiamo appena descritto, ma sono figli d'immigrati cresciuti qui e stranieri solo per la legge. Così come possono essere figli o nipoti d'italiani che non hanno più la nostra cittadinanza e, quindi, pur essendo anche italiani, magari pure solo di nome, sono da considerare extracomunitari a tutti gli effetti. Per questi ultimi, molte Regioni prevedono borse di studio per studiare in Italia, anche se non si è cittadini italiani. (fonte: Stranieriinitalia.it)

Nella foto, la deputata del Pd Cecile Kyenge, ex ministro dell'Integrazione. Originaria del Congo, è arrivata in Italia per studiare grazie a una borsa di studio del suo Paese d'origine. Si è laureata in Medicina all'Università Cattolica di Roma e poi specializzata in oculistica.

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