Kyenge su cittadinanza immigrati: Si va verso Ius soli temperato

Sulla legge di cittadinanza "il percorso che è stato scelto è quello parlamentare, e si sta indirizzando sempre più verso lo 'Ius soli' temperato, che riguarda i nati in Italia da genitori che hanno fatto un percorso e chi arriva giovane in Italia e deve fare un percorso di alcuni anni per riuscire ad avere la cittadinanza nel minor tempo possibile". Lo ha detto a "Sky TG24 Pomeriggio" il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge. "Da ministro non ho fatto proposte di legge proprio per dare la possibilità di un confronto aperto a tutti i partiti politici. Un confronto trasparente e leale, che deve portare ad una legge che non sparisca al primo cambio di governo" ha proseguito il ministro. In parlamento "è stato fatto un lavoro di analisi delle venti proposte di legge presentate; ora affronteremo la seconda fase, quella di sintesi, per dare concretezza alla riforma, ma soprattutto dare una risposta ai minori. Tra le esigenze dei minori c'è l'integrazione: la cittadinanza - ha concluso la Kyenge - è uno strumento fortissimo per avere le stesse pari opportunità". Nello scorso luglio, in occasione della visita a Pescara della Kyenge (foto col presidente della Provincia Guerino Testa) la deputata del Pd Maria Vittoria D'Incecco aveva anticipato il senso dell'orientamento parlamentare parlando di "Ius soli culturae, ovvero concederla ai minori che abbiamo già completato il primo percorso scolastico", come in alcuni paesi europei dove vige lo Ius sanguinisoltre che in Australia. In Italia vige lo ius sanguinis e cioè si è automaticamente cittadini italiani dalla nascita se almeno uno dei due genitori e italiano. Attualmente si diventa cittadini italiani, dietro istanza in Prefettura (con rigetto ai condannati a più di tre anni di carcere o se attentano alla sicurezza dello Stato) per matrimonio con italiano (due anni di residenza in Italia ridotti a uno con figli minori e tre anni se si vive all’estero); se si è già europei comunitari (tre anni); discendenti fino al secondo grado di italiani emigrati (tre anni di residenza se si vive in Italia, immediata se si vive all’estero su istanza nei Consolati); apolidi o rifugiati politici (cinque anni). L’adottato minore straniero è subito italiano mentre deve aspettare cinque anni per fare istanza se già maggiorenne all’atto dell’adozione. Infine, se si è residenti nel nostro paese per 10 anni, con regolare permesso o carta di soggiorno e con un reddito familiare superiore a quello dell’esenzione dal pagamento ticket sanitario: single 8.263,31 euro lordi, coppia 11.362,05 più 516,46 euro per ogni persona a carico. Da non confondere con l’assegno sociale (5.749.90 euro lordi l’anno) che è, invece, il reddito minimo che un single deve avere per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno (coppia: 8.624,85). Quindi, in Italia gli immigrati possono vivere con 480 euro al mese mentre per essere italiani ne servono 688. Una volta italiani e perso il lavoro lo Stato non si pone più il problema di come (tutti) dobbiamo campare nonostante l’art. 1 della Costituzione. Lo ius soli piaceva anche al presidente Giorgio Napolitano ma in principio del governo Letta erano contrari tutti i partiti di destra. Beppe Grillo diceva, invece, che ci voleva un referendum. Ogni paese ha le sue regole per quanto riguarda il diritto di cittadinanza. In Europa prevale lo ius sanguinis, che vige in Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Ungheria e pure Irlanda, dove, però si può ottenere la cittadinanza alla nascita se anche uno solo dei genitori ha un permesso di residenza permanente (nostra carta di soggiorno) o ha risieduto nel paese per almeno tre anni prima della nascita del figlio. Infatti, concedere la cittadinanza alla nascita, trattandosi di minori fino a 18 anni di età, deve avere come supporto la residenza definitiva di almeno un genitore, perché ci si potrebbe trovare nell’incoerente ipotesi che ai genitori non venga rinnovato il permesso di soggiorno (oppure espulsi) mentre il figlio avrebbe diritto a rimanere sul territorio in quanto italiano. Quindi, possibili ricorsi al Tar perché genitori di minori italiani. In Germania ok allo ius soli se si è residenti da otto anni con carta di soggiorno da tre, mentre in Gran Bretagna sono necessari lavoro e residenza da quattro anni. Lo ius soli vige in Francia per i figli d’ immigrati nati nel paese oppure al compimento del quinto anno d’età del minore mentre si è cittadini per nascita, anche se con genitori stranieri, negli Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Venezuela e in gran parte delle Americhe. In Australia cittadinanza a figli di stranieri quando compiono 10 anni. In Spagna ius soli se vi è nato almeno uno dei genitori. Rigida come l’Italia è l’Olanda. In Svizzera la naturalizzazione è possibile solo dopo 12 anni di residenza stabile.

 

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