Dossier Unar immigrati 2013, Con gli stranieri lo Stato ci guadagna

Abruzzo quinta regione italiana per integrazione degli immigrati e leader nel Centro-sud. Per integrazione sociale è, invece, al terzo posto e prima fra le regioni a statuto ordinario. Sono alcuni dei messaggi significativi che emergono dal Dossier statistico 2013 sull’Immigrazione, curato per l’Unione nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) dal Centro Idos col patrocinio di Ministero per l’Integrazione e Dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

Il volume è stato presentato anche a Pescara, in Camera di Commercio, a cura della Cna Pensionati, in un convegno moderato dal suo presidente Franco Cambi. Nella nostra regione gli stranieri sono 75mila su un milione e trecentomila , un 5,7% che è più dell’intero Sud e Centro Italia e regioni del Nord come Lombardia e Veneto. Teramo è al settimo posto fra le 103 province. Per integrazione sociale la nostra regione e terza in Italia, prima fra quelle a statuto ordinario. In Italia gli stranieri sono 4,3 milioni su 59.6. (6%), 27,4% comunitari 22,9 europei extracomunitari, 22,2 dall’Africa, 19,4 Asia, 8 America e 0,1 Oceania. Le prime comunità sono la rumena, poco più di un milione, più del doppio della marocchina (513mila) e albanese (497mila), seguita dalla cinese (304mila) e ucraina (224). La presenza maggiore è in Lombardia (poco più di un milione), Emilia Romagna (488mila), Veneto (487) e Lazio (477). Gli occupati sono il 41,2% fra dipendenti e collaboratori. Il 62,1% lavora nei servizi (colf, badanti, commercio), 33 nell’industria e 4,9 nell’agricoltura. L’81% arriva per motivi familiari, il 52 per lavoro e il 17,3 per asilo politico. Leader nelle rimesse verso i propri paesi sono i cinesi che inviano a casa ben 2,6 miliardi di euro l’anno, seguiti dai rumeni (810 milioni), filippini 366, marocchini 242, Bangladesh 228, Senegal 216, India 198, Perù 187, Ucraina 152, Ecuador 137, Brasile 136 e albanesi 115. Quindi, questi ultimi pur essendo di più dei cinesi inviano la 22ma parte. Ma il dato statistico che fa riflettere e che fuga ogni pregiudizio sbagliato verso gli immigrati, è che oltre a fare lavori che gli italiani non vogliono fare più, sono anche una risorsa economica per il bilancio dello Stato: gli stranieri fanno registrare entrate fiscali e previdenziali per 13,3 miliardi di euro a fronte di uscite (sanità, scuole, servizi sociali vari) per 11,9. Nell’incontro è stata presentata la Scuola d’Italiano per stranieri, progetto della Mondo Digitale di Roma, sostenuto da Ue, Governo e Regione, per 400 stranieri abruzzesi. I numeri e gli aspetti sociali ed economici sul Dossier sono stati commentati dal professor Luigi Gaffuri, dell’Università dell’Aquila. L’incontro è stato anche occasione di dibattito sulla questione immigrazione, tema che continua a dividere l’opinione pubblica soprattutto da quando ministra dell’Integrazione è l’italo-congolese Cecile Kyenge, medico oculista e parlamentare del Pd che sta lavorando col Parlamento a una legge che riconosca ai figli degli immigrati qualcosa che si avvicini quanto più allo Ius Soli (cittadini per nascita) vigente perlopiù nei paesi americani più che europei, dove vige lo Ius sanguinis (cittadini solo se figli di cittadini). Fra i relatori dell’incontro Latifa Belkacem, mediatrice culturale dell’Associazione Donne immigrate, di origine marocchina, che ha lamentato la mancanza di dialogo fra le associazioni d’immigrati e la Regione, che ormai da anni non dà attuazione (tantomeno soldi) alla legge istitutiva della Consulta immigrati (Cri). Patrick Guobadia (foto), responsabile Immigrati della Cgil, è intervenuto nella discussione sul rapporto spesso conflittuale: “Se si continua a fare distinzioni fra italiani e stranieri non andiamo da nessuna parte. Questa che stiamo passando è una crisi epocale che non finisce per ora e la paghiamo tutti, italiani e stranieri. L’Italia ha a che fare con l’immigrazione solo dagli anni 80”, a differenza di nazioni come Francia, Inghilterra o Spagna che il rapporto col “diverso” ce l’anno dai tempi delle colonizzazioni.

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