Cristianesimo in Giappone grazie a un gesuita di Chieti. Oggi Patto di Amicizia

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La fede cristiana si è propagata in Giappone grazie a un gesuita teatino, padre Alessandro Valignano, che 450 anni fa sbarcò nel porto di Minami-Shimabara, città di appena 52mila abitanti nella prefettura di Nagasaki. La Municipalità di Minami-Shimabara e il Comune di Chieti hanno formalmente sottoscritto in Giappone un "Patto di amicizia" tra le due realtà nel corso di una cerimonia svoltasi lo scorso 8 novembre 2016. A siglare il documento per conto di Chieti è stato l’assessore Antonio Viola (che ha le deleghe alla Cultura, Turismo, Manifestazioni, Sport e Politiche giovanili). Il politico teatino (al centro nella foto d'apertura con la fascia tricolore) è stato accompagnato per l’occasione dalla collega avvocato Valeria Valignani (prima a destra, seduta), discendente di padre Valignano (nel ritratto sotto a sinistra), nato a Chieti nel 1539 e morto nel'isola cinese di Macao nel 1606. Contariamente alla Cina, dove pure Valignano s'impegno, in Giappone la predicazione del cattolicesimo diede ottimi risultati e produsse una significativa comunità cristiana. Valignano curò personalmente la diffusione della stampa delle belle arti occidentali; fondò chiese, collegi e ospedali. Apprese la lingua giapponese e redasse il Cerimoniale per i missionari in Giappone, affinché i propri confratelli potessero proseguire nell'evangelizzazione senza intaccare o offendere i principi millenari della tradizione giapponese, rendendo nel contempo comprensibile il Cristianesimo. A partire dal 1587 i cristiani furono però perseguitati dallo shogun Toyotomi Hideyoshi che distrusse quasi completamente la fiorente cristianità giapponese: i martiri furono fra i 1200 e i 1600.

Alla cerimonia del "Patto di amicizia" hanno partecipato, tra gli altri, il governatore della prefettura di Nagasaki, autorità scolastiche, dirigenti dei dipartimenti della Cultura e del Turismo, rappresentanti di associazioni di categoria nonché gli alunni giapponesi ospitati in questi anni a Chieti nell’ambito degli scambi culturali tra le due città. Nel portare alle autorità presenti il saluto del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (nella foto a destra è con gli studenti giapponesi a Chieti), e rivolgendosi al sindaco di Minami-Shimabara, Matsumoto Masahiro (secondo da destra nella foto d'apertura), Viola ha rimarcato il forte legame instauratosi, negli ultimi anni, tra Chieti e la municipalità nipponica grazie anche al prezioso contributo svolto dal Centro Studi su padre Valignano della Fondazione Cassa di Risparmio di Chieti. 

Sono stati ben 115 gli invitati alla cerimonia.

"Il 'Patto di amicizia' sottoscritto – ha spiegato Viola - è uno strumento straordinario di azione interculturale tra popoli che vince i pregiudizi, accomuna in una prospettiva unitaria le diversità, crea autentici legami di amicizia fra persone di lingua e costumi diversi. Troppi uomini si lasciano rinchiudere nello stretto orizzonte che si scopre dal proprio campanile. Bisogna rompere questo guscio, svegliare le coscienze e avere una visione allargata del mondo, coinvolgendo in questo le scuole e i giovani. Ispirati da comuni ideali di pace e benessere, vogliamo cooperare e collaborare nei settori culturali, sportivi, economici, stabilendo rapporti duraturi, promuovendo reti di amicizia e favorendo un’autentica conoscenza della vita quotidiana, delle tradizioni e della cultura fra le due municipalità. Il Patto diventa, così, riflesso dei cambiamenti della società contemporanea e strumento di una dinamica nuova degli sviluppi delle relazioni internazionali. La cultura è la chiave per uno sviluppo umano inteso come arricchimento interiore e, allo stesso tempo, come fattore di crescita sociale ed economica. Su quel ponte da Oriente a Occidente tracciato da padre Valignano, dobbiamo continuare a camminare con sentimenti di pace, sincera amicizia e vera solidarietà".

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