Papa: accogliere gli immigrati risponde a un comandamento di Dio

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"Bisogna essere consapevoli che il fenomeno migratorio non è avulso dalla storia della salvezza, anzi, ne fa parte": lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la 103ma Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato (15 gennaio 2017, dedicata al tema "Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce" e pubblicato oggi dal Vaticano).
"Ad esso - prosegue Francesco - è connesso un comandamento di Dio: 'Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto'; 'Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d'Egitto'. Tale fenomeno costituisce un segno dei tempi, un segno che parla dell'opera provvidenziale di Dio nella storia e nella comunità umana in vista della comunione universale. Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all'accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia 'ogni nazione, razza, popolo e lingua'. Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità dell'essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti".

Il Papa ha parlato anche del problema traffico migranti: "La linea di demarcazione tra migrazione e traffico può farsi a volte molto sottile. La spinta più potente allo sfruttamento e all'abuso dei bambini viene dalla domanda" ed è pertanto "nei confronti degli approfittatori" che bisogna incidere. "Occorre puntare sulla protezione, sull'integrazione e su soluzioni durature". Innanzitutto, bisogna "adottare ogni possibile misura per garantire ai minori migranti protezione e difesa. Del resto - prosegue il Pontefice figlio di emigrati italiani in Argentina - la linea di demarcazione tra migrazione e traffico può farsi a volte molto sottile. Molti sono i fattori che contribuiscono a creare uno stato di vulnerabilità nei migranti, specie se minori: l'indigenza e la carenza di mezzi di sopravvivenza - cui si aggiungono aspettative irreali indotte dai media -; il basso livello di alfabetizzazione; l'ignoranza delle leggi, della cultura e spesso della lingua dei Paesi ospitanti. Tutto ciò li rende dipendenti fisicamente e psicologicamente. Ma la spinta più potente allo sfruttamento e all'abuso dei bambini viene dalla domanda. Se non si trova il modo di intervenire con maggiore rigore ed efficacia nei confronti degli approfittatori - rimarca Francesco - non potranno essere fermate le molteplici forme di schiavitù di cui sono vittime i minori".

Jorge Mario Bergoglio cita le dure parole pronunciate da Gesù nel Vangelo di Matteo: "Gli Evangelisti si soffermano anche sulla responsabilità di chi va contro la misericordia: 'Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare'. Come non pensare a questo severo monito considerando lo sfruttamento esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati?".

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