Thailandia, a Festival vegetariano di Pukhet ci s'infilza la carne

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Spade, sciabole e aghi a decine infilati nella carne: al Festival vegetariano di Phuket, nel sud della Thailandia, si può assistere a riti religiosi taoisti spettacolari, accanto a perforazioni della carne, sorta di "piercing estremi". In tutto il sud-est asiatico, numerose comunità cinesi adottano questa settimana una dieta strettamente vegetariana in occasione della festa taoista dei "Nove Dèi Imperatori". Durante tutta la settimana i fedeli testimoniano la loro devozione attraverso il dolore e le mutilazioni: camminate su carboni ardenti, bagni in oli bollenti o queste perforazioni della carne, difficili da guardare per chi è debole di stomaco.

Il festival vegetariano di Phuket - si legge sul sito - è una festività cinese che si tiene nella famosa isola turistica. E' una di quelle occasioni per vedere una parte della Thailandia, adeguatasi allo stile occidentale e al turismo, tornare a quel mistero e misticismo tipico delle antiche filosofie orientali. La festa si tiene durante il nono mese lunare cinese ed è credenza che i suoi riti sacri portino fortuna a chi partecipa e a chi assiste al rito religioso. Durante i 10 giorni del festival, per un periodo variabile mai inferiore ai tre giorni, i residenti di origine cinese (ma possono parteciparvi anche turisti orientali e occidentali) devono rispettare rigorosamente una dieta vegetariana o vegana, astenersi da ogni vizio, non mangiare carne o uccidere animali. Tutto questo per purificarsi nel corpo e nello spirito. Il Festival promuove quindi l’igiene e la luminosità e la pace interiore. Per una purificazione assoluta con il tempo son state aggiunte le astensioni a sesso e bevande alcoliche.
Altre attrattive: la camminata sui carboni ardenti, la balneazione nell’olio bollente e l’arrampicata sulla scala con le lame. Il rito più caratteristico rimane quello della flagellazione, dove sin dall’alba i giovani eletti entrano in uno stato di trance intonando una cantilena e vestendo grembiuli recanti simboli taoisti pronti per partire per la processione trafitti nelle guance, nei capezzoli e altre parti del corpo con i più disparati oggetti. I posseduti non sentirebbero il dolore e alla fine non mostrerebbero segni di danni reali.

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