Cram, Caramanico replica a Chiodi su bilancio e ByAbruzzo (2)

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(segue) - Riguardo alla sede del Brasile citata da Gianni Chiodi in conferenza e da Franco Caramanico nella sua nota, si tratta del progetto-pilota ByAbruzzo che, a partire da San Paolo del Brasile, doveva avviare una rete di agenzie nel mondo di promozione dei prodotti eno-gastronomici, turismo e cultura, finanziate dalla Regione ma affidate alle associazioni o federazioni di emigrati. Prima della fine delle scorsa legislatura, l'ex presidente del Cram Donato Di Matteo (Pd), con la condivisione del consigliere regionale e Cram d'opposizione pdl Giuseppe Tagliente (gli abruzzesi nel mondo contavano fosse lui il presidente Cram con la vittoria della destra), aveva già deliberato pure l'apertura della seconda sede a Toronto (Canada).

L'ex assessore all'Agricoltura Marco Verticelli (Pd, nella foto in alto, all'inaugurazione, insieme all'allora ministro brasiliano dell'Agricoltura, Joao Almeida Sampaio), assessorato che partecipava al progetto insieme allo Sviluppo economico (Antonio Boschetti, Pd), aveva, con lo stesso marchio aperto una sede anche a Bucarest, senza la partecipazione né economica né logistica del Cram che allora non aveva ancora un'associazione di abruzzesi in Romania, costituita poco dopo da Claudio Teseo (nella foto sotto, col figlio Claudio junior), che il brand lo sta portando avanti nella sede associativa fra non poche difficoltà. Il contratto d'affitto delle sede rumena del ByAbruzzo fu firmato dall'ex Arssa a marzo 2008 ma durò pochi mesi perché il nuovo assessore all'Agricoltura ed Emigrazione Mauro Febbo chiuse la sede rumena appena insediatosi. Febbo annunciò nel 2009 di "aver chiuso" anche il ByAbruzzo in Brasile, affermazione non vera, ribadita anche alla riunione Cram del 2010 (a Pescara), nella quale i tre consiglieri Cram del Brasile, Franco Marchetti, Rita Blasioli e Rafael Petrocco, erano assenti, l'ex segretario-funzionario del Cram Giuseppe Leuzzi non intervenne (pur sapendo come stavano le cose) e la smentita fu a solo carico di Caramanico che, però, non era stato nel Cram precedente quindi, sapeva della faccenda de relato. Febbo ribadì e l'altro giorno Chiodi ha rilanciato per l'ennesima volta la bugia che la Regione ha "chiuso la sede del Brasile" e che sta ancora aspettando le rendicontazioni. Rendicontazioni che, nel caso rumeno, non sono dovute in quanto a gestione diretta ex Arssa (ora Regione) oltre che attività soppressa sul nascere. Nel caso brasiliano nemmeno (semmai rendicontazione dei risultati economici) perché, appunto a gestione della Feabra, la federazione associazioni abruzzesi presieduta da Marchetti, che è anche direttore del ByAbruzzo.

Il progetto brasiliano fu inaugurato nel giugno 2008, un mese prima che arrestassero l'ex governatore Ottaviano Del Turco, con le conseguenti sue dimissioni, voto a dicembre e vittoria scontata del centro-destra attuale. Pertanto, le gestione del ByAbruzzo Brasile ha visto, da una parte il mancato sostegno politico della nuova Giunta che è andata ripetendo sin dal primo momento che era chiusa (quando, in realtà, non lo era perché non poteva esserlo) e dall'altra il comportamento ambiguo di Marchetti e Blasioli che hanno portato avanti il progetto nel silenzio e l'indifferenza istituzionale, fino a quando ci sono stati fondi regionali triennali (quindi, rendicontati eccome, altrimenti non sarebbero scattate le varie rate) per poi chiudere la costosa sede paulista di rua Estados Unidos e continuare l'attività minimale nella nuova sede nell'Edificio Italia in Avenida Ipiranga. Hanno, però, pure disatteso tutte le consegne della vecchia Giunta (soprattutto nel settore turismo e comunicazione) e mai affrontato la nuova, visto che delle cinque riunioni Cram dell'era Febbo sono stati presenti solo a quella in Argentina del 2010. La Blasioli sola è riapparsa al Cram Belgio del 2013. Sul ByAbruzzo Verticelli e Di Matteo, che non ebbero l'appoggio anche dell'ex assessore al Turismo Enrico Paolini (vicepresidente), confidavano che il progetto-pilota sopravvivesse a loro stessi proprio perché richiesto dalle comunità di emigrati (gestione della promozione regionale affidata direttamente a loro): oltre al deliberato Canada, si erano, infatti, già prenotate l'Argentina (l'ex on.pdl Giuseppe Angeli, imprenditore del turismo), l'Australia, la Svizzera e il Cram Italia (Associazione di Rho). Non immaginavano di passare il testimone a quella classe di politici come Febbo e Chiodi che ama distruggere tutto ciò che ha fatto il predecessore, anche il buono. Se era per Febbo sarebbero andati a residuo anche i fondi stanziati per le polizze sanitarie degli abruzzesi indigenti in Venezuela, progetto che Di Matteo voleva pure estendere ad altri paesi sudamericani dove il problema è grande per via della povertà che colpisce anche molti emigrati e dell'assenza sistemi sanitari di tipo europeo. Nel PdL ora Fi è stato il consigliere regionale e Cram Ricardo Chiavaroli a salvare i fondi pronti da inviare a Caracas, lui che nel Paese sudamericano c'è nato, da figli di emigrati. A ciò si riferiva Chiodi in conferenza quando parlava di "distrazioni di fondi sanitari nazionali". Di Matteo, rispondendo a un attacco sul tema dell'allora consigliere regionale Fabrizio Di Stefano, rispose che per lui non esistevano abruzzesi di serie A e abruzzesi di serie B e tutti, anche coloro che vivono all'estero, se hanno difficoltà a curarsi, a comprarsi le medicine, devono essere aiutati dalla Regione. Vedute politiche diametralmente opposte.

 

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