Abruzzo, Marsilio presidente o no del Cram e Consiglio ancora nomina i suoi 3

Sono ormai passati quattro mesi dalla sua elezione ma il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non rende onore al suo status di "emigrato" a Roma. Il governatore di Fratelli d'Italia ancora ha deciso se rimanere lui presidente del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) o delegare qualche consigliere regionale, come prevede la legge recentemente modificata dall'ex governatore Luciano D'Alfonso dopo la frattura con l'ex assessore all'Emigrazione Donato Di Matteo. Nel frattempo l'attività del Cram e del settore Emigrazione è bloccata pure perché neanche il Consiglio regionale guidato da Lorenzo Sospiri (nella foto d'apertura è a sinistra con Marsilio) ha provveduto a nominare i suoi tre rappresentanti nell'assemblea dei corregionali nel mondo (due di maggioranza e uno di opposizione). Solo le associazioni e federazioni all'estero hanno provveduto a fare le nomine dei propri rappresentanti nel Cram, così come le associazioni e sindacati che operano a favore deglio emigrati per l'Osservatorio. Fra queste anche il Sindacato giornalisti abruzzesi-Fnsi che ha confermato nell'organismo il proprio dirigente Pierluigi Spiezia, nostro direttore.

A giudicare dall'avvio, anche Marsilio (figlio di emigrato nella Capitale da Tocco da Casauria, nel Pescarese) dimostra di fregarsene altamente del settore di collegamento con i corregionali in Italia e nel mondo, così come hanno fatto D'Alfonso e prima di lui Gianni Chiodi. Per ricordare un Cram con bilancio politico ed economico dignitoso bisogna tornare indietro ai tempi di Ottaviano Del Turco (2005-2008) con Di Matteo primo presidente del Cram (nella foto a destra, insieme ai componenti della passata legislatura) che fece un po' la rivoluzione delle politiche regionali a favore di un settore dalle mille potenzialità ma sempre trascurato dalla miope politica, non solo in Abruzzo.

L'unico "battito di colpo" di questi giorni è l'annunciata revisione periodica dell'Albo regionale delle associazioni, ma perché previsto dalla legge. Su sito del Cram è pubblicata la notizia della lettera inviata a tutte i club del pianeta, fra cui ce ne sono non pochi che ormai s'è capito da tempo che non hanno più la "vitalità del passato" (per usare un eufemismo). A fronte di tante nuove associazioni nate anche nei paesi di nuova emigrazione (le ultime in Giappone ed Emirati arabo uniti), ve ne sono di storiche che sono "morte" insieme ai propri dirigenti, che non sono stati capaci di rinnovare la classe dirigente e soprattutto invogliare i giovani a partecipare alle attività associative.

L’aggiornamento dell'Albo, spiega l'ufficio diretto da Giancarlo Zappacosta (fratello di un illustre abruzzese emigrato negli Usa, Pierluigi, fondatore della Logitech e inventore del mouse) e guidato da Franco Di Martino (i due nella foto a sinistra), "si rende necessario al fine di mantenere le informazioni sulle associazioni aggiornate e per la verifica della sussistenza dei requisiti dichiarati all’atto del riconoscimento”. Che sono 50 soci abruzzesi (20 per i nuovi paesi) e attività associativa. "Le associazioni - prosegue la lettera - dovranno compilare e inviare entro il 30 giugno prossimo il modulo predisposto dal Servizio Sport e Emigrazione - Ufficio Abruzzesi nel mondo, emigrazione, tradizioni e identità locali della Regione con i loro dati aggiornati. Il termine, raccomanda il Cram, è tassativo: trascorso il 30 giugno, in assenza di riscontro da parte delle associazioni, saranno avviate le procedure per la cancellazione dall’Albo delle inadempienti”.
Confederazioni, Federazioni e Associazioni possono utilizzare il modello loro riservato disponibile qui". Si prevede una strage.

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