'Italiani all'estero: i diari raccontano'. Ma per la Belloni non sono nell'oblio

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"Abbiamo il dovere verso coloro che hanno intrapreso il viaggio all'estero di dire loro che non sono stati dimenticati, abbiamo il dovere che i loro discendenti rimangano italiani, parte dello Stato e valore aggiunto": lo ha dichiarato Elisabetta Belloni (nella foto d'apertura), segretaria generale del Ministero degli Esteri, presentando ieri alla Farnesina l'iniziativa "Italiani all'estero, i diari raccontano", a cura del giornalista Nicola Maranesi con la consulenza di Pier Vittorio Buffa. La Belloni ha ricordato che dall'unità a oggi gli emigrati italiani sono stati circa trenta milioni, e gli oriundi fra i sessanta e gli ottanta milioni: cifre che "giustificano l'attenzione che il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha posto nei confronti degli italiani all'estero. Presentare il lancio di questa piattaforma informatica è motivo di orgoglio e di soddisfazione" ha proseguito la Belloni ricordando "l'esempio che queste persone hanno dato di voler crescere, di voler migliorare e di voler valorizzare qualcosa della loro vita tramite il viaggio".
Storie che "si rivolgono al passato ma anche al presente: Oggi si ha un'emigrazione diversa, tanti giovani che vanno all'estero e che devono mantenere i legami col nostro Paese: l'obbiettivo è dimostrare che è nostro interesse mantenere forti questi legami", ha concluso la segretaria generale. 

Le solite frasi di circostanza istituzionali: gli emigrati di ieri ma anche quelli di oggi sono eccome dimenticati dal nostro Paese e dalle regioni, a cui sono dlegetai alcune funzioni di collegamento. Sull'emigrazione non si investe più, i bilanci sono prossimi allo zero mentre nel mondo c'è un'altra Italia che produce e ha posti di riguardo in ogno settore: economico, culturale, scientifico, istituzionale e politico. Ma la miope classe politica italiana tratta gli italiani all'estero come persone che se ne sono andate, ieri con la valigia di cartone oggi con zaino e trolley, senza considerare che siamo più noi che siamo rimasti ad aver bisogno di loro che il contrario.

Maranesi ha detto che "non è facile trovare raccolte contestualizzate come questo sito. Abbiamo colmato una lacuna. Una squadra ha lavorato un anno alla realizzazione di questo sito, è un sito che vive grazie a un'intuizione di Buffa. Il portale è ricco di ricerche, testimonianze e di materiale fotografico. Ringrazio il Ministero per aver creduto e investito in questo progetto. È stata una scelta coraggiosa”. 

Il direttore generale per gli Italiani all'estero Luigi Vignali ha detto che "gli italiani all'estero sono al centro delle politiche e delle strategie, al cuore dell'attrvità del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale".
Un progetto che "ha un taglio culturale e storico ma che vuole parlare anche al futuro, alle nuove generazioni, agli italodiscendenti, ai giovani all'estero che vogliono mantenere radici e tradizioni", ha concluso Vignali.

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