Terremoto-tsunami in Cile. Per Iquique preoccupata la comunità lucana

Un violento terremoto (magnitudo 8.2) ha colpito, ancora una volta, il Cile alle 19 di ieri sera (in Italia erano le 2 di questa mattina), con un conseguente tsunami di onde alte circa due metri che si sono abbattute sulle spiagge di alcune località, con epicentro Iquique. Le autorità hanno subito chiesto l'evacuazione preventiva della popolazione su tutta la lunghissima costa del Paese, lunga ben 4300 chilometri. Iquique è 1800 km a nord di Santiago, vicino al confine con Perù e Bolivia: lì sei persone hanno perso la vita, soprattutto a causa di infarto o schiacciati dai crolli. Si registrano anche alcuni feriti di lieve entità. Nella stessa città circa 300 detenute di un carcere femminile sono riuscite a fuggire durante la confusione e gli attimi di terrore del terremoto. Alcune di loro sono state poi catturate. A Iquique vive una nutrita comunità di lucani. Non si è fatta, dunque, attendere la nota di solidarietà e preoccupazione della Regione Basilicata, leader in Italia nelle politiche a favore della propria comunità all'estero, che, in una nota, fa sapere all'Associazione lucana "Region norte de Chile", che "con rammarico e apprensione abbiamo seguito le notizie del terremoto che ha colpito ieri il vostro Paese e, in particolare, la città di Iquique. Speriamo tutti che nulla di grave sia accaduto a voi lucani e agli abitanti della città. Conosciamo bene i momenti terribili che si vivono durante e dopo un terremoto, sappiamo quali tragedie quel terribile evento porta con sé e, dal profondo del cuore, ci auguriamo che a tutti voi siano risparmiate le esperienze che la nostra regione ha vissuto con i terremoti degli anni 80 e 90”. La lettera è inviata da Piero Lacorazza (Pd), presidente del Consiglio regionale, il suo vice Francesco Mollica (Udc)  e Nicola Benedetto (Cd), consigliere regionale e presidente della Commissione dei Lucani all'estero. “Vi chiediamo di informarci sulle vostre condizioni - concludono i tre - assicurandovi che, se aveste bisogno di aiuto, faremo tutto quanto in nostro potere per venirvi in soccorso”. Oggi la terra ha tremato nel Nord, il 27 febbraio del 2010 era capitato nel Centro-sud, con un bilancio ben peggiore (magnitudo 8.8), soprattutto a causa dello tsunami, di 526 morti e 25 scomparsi.

 

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