"Destinazione Italia", La Marca insiste su partecipazione emigrati

Francesca La Marca, deputata del Pd eletta all'estero, è intervenuta oggi all’audizione del presidente Ice Riccardo Maria Monti voluta dal Comitato per gli italiani nel mondo della Camera a conclusione dell’indagine fatta sulla promozione del "Sistema Paese". La Marca (foto) fa sapere che ha ricordato in audizione la novità che la legge di conversione del decreto "Destinazione Italia" ha introdotto nel rapporto tra le politiche di internazionalizzazione e le comunità italiane nel mondo. “Quando parliamo di comunità – ha detto la parlamentare residente a Toronto (Canada) – non ci riferiamo solo a un prezioso mercato di riferimento composto da milioni di persone che guardano a tutto ciò che è italiano, in particolare al marchio italiano, con disponibilità e simpatia. Prima ancora, siamo a cospetto di un fattore di affermazione di un modello di vita e di uno stile che ormai da oltre un secolo ha fatto la sua strada in alcune importanti aree del mondo. Questo modello si è affermato non solo nell’ambiente d’origine, ma anche tra gli stranieri che sono entrati in contatto, tramite gli italiani, con il nostro cibo, con il modo di vestire, con il racconto delle nostre bellezze naturali e paesaggistiche, con la nostra cultura”. La Marca si è fatta quindi promotrice, assieme agli altri colleghi del Pd eletti all’estero (fra cui Fabio Porta, che presiede il Comitato), di un emendamento sostanziale al "Destinazione Italia", approvato e incorporato nella legge, che prevede il formale coinvolgimento delle comunità e delle loro rappresentanze nei progetti di internazionalizzazione del Paese. Il testo recita: “Nei progetti e attività di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese italiane e di promozione dell'immagine del prodotto italiano nel mondo, adottati dai Ministeri competenti per materia e attuati dalle strutture decentrate dello Stato, nonché dagli enti pubblici operanti nel campo della commercializzazione e del turismo, ai fini di una più ampia promozione delle iniziative, si prevede, ove possibile, il coinvolgimento delle comunità d'origine italiana presenti all'estero e, in particolare, degli organismi di rappresentanza previsti dalla legge 286 del 23 ottobre 2003, in materia di regolamento del funzionamento dei Comites, e dalla legge 368 del 6 novembre 1989, e successive modificazioni, sull'istituzione e il funzionamento del Consiglio generale degli italiani all'estero (Cgie)”. Alla luce di questa importante novità, La Marca fa sapere che ha chiesto al presidente dell'Ice Monti in che modo egli pensa che si possano coinvolgere non con passaggi formali, che sarebbero un inutile appesantimento, ma in modo reale le nostre comunità e le loro rappresentanze nei progetti di promozione dell’Italia nel mondo. Monti ha risposto che l’Ice guarda a questa possibilità solo in termini di coinvolgimento locale, in sostanza nella realizzazione delle iniziative, e non in termini di dialogo nella definizione e nella impostazione operativa dei progetti. Resta dunque aperta la valutazione di come possano intervenire organismi di competenza generale e continentale come il Cgie. “Con il nostro emendamento si è aperta una strada - ha spiegato la deputata . Si tratta ora di valutare tutti insieme quali e quanti passi concreti si riusciranno a compiere lungo questo cammino che riveste una grande utilità per l’Italia più che per gli italiani all’estero”.

 

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