Chiodi-Cram, sulle reazioni anche uno speciale del quotidiano Il Centro

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L'infelice uscita sul Cram del governatore abruzzese Gianni Chiodi, in occasione della conferenza sul bilancio 2014, ha scatenato un effetto boomerang che ha fatto il giro del mondo ed è stato rilanciato anche dalle agenzie di stampa specializzate nell'informazione verso la comunità italiana all'estero. Proprio oggi, anche il quotidiano Il Centro dà ampio spazio alla polemica, ed esce nello stesso giorno dell'articolo sul settimanale Pescara Pescara (a firma del nostro direttore Pierluigi Spiezia), ripreso anche dalla nostra testata, che dà una chiave di lettura alle incredibili, gratuite e offensive parole usate da Chiodi che di positivo hanno solo il fatto, appunto, di aver finalmente concentrato l'attenzione su un settore dimenticato, non solo dalla Regione Abruzzo: quello delle politiche a favore dei nostri cittadini residenti all'estero.

Le opportunità mancate dai governi nazionali e regionali per lo sviluppo dell'export e del turismo attraverso la rete degli italiani nel mondo sono ripetute. Il Centro pubblica sia la lettera di Domenico D'Amico, consigliere Cram per le associazioni di abruzzesi in Italia, ha inviato a Chiodi sia gli interventi dei colleghi Cram Goffredo Palmerini e Luciano Mastracci (nella foto, con la responsabile dell'ufficio Emigrazione, Assunta Janni). D'Amico, con l'occasione, si complimenta anche con Mauro Tedeschini, primo direttore del Centro ha dare "spazio agli Abruzzesi ovunque - scrive l'abruzzese residente e Rho (Milano) - e per l’attenzione che riservate al quello straordinario pianeta degli Abruzzesi nel mondo. Chi scrive è emigrato oltre mezzo secolo fa nel nord Italia. Le assicuro, che non è stato certo facile comunque. Come quasi tutti i nostri corregionali emigrati all’estero o nel nord Italia, ho conservato l’Abruzzo nel cuore e in ogni occasione ho cercato di portare alto il nome della mia regione. Gli emigrati abruzzesi hanno costituito, in ogni angolo del pianeta dove la loro voglia di progresso li ha portati, associazioni di corregionali, e spesso di paesani, che negli anni hanno svolto e tuttora svolgono un ruolo sociale, culturale ed economico di fondamentale importanza non solo per la comunità abruzzese del luogo ma anche, e soprattutto, per lo sviluppo della nostra regione. Un ruolo importante svolto con passione, competenza ed efficacia che è sconosciuta, nel senso di ignorata, alla Regione e a chi la governa attualmente. Sottolineo attualmente perché non era così fino al 2008 e cioè dall’inizio di questa legislatura. La giunta Chiodi e l’assessore (fantasma) all’Emigrazione hanno cancellato dal bilancio regionale le risorse destinate

all’attuazione della legge regionale 47/2004 una legge conquistata dopo anni di battaglie dal mondo dell’emigrazione abruzzese. Il consiglio regionale degli Abruzzesi nel mondo (Cram) - prosegue la lettera del presidente dell'Associazione "La Maiella" di Rho - previsto dalla 47/2004, da organismo rappresentativo delle comunità abruzzesi fuori regione è stato trasformato in strumento di propaganda politica come l’incredibile uso strumentale che ne ha fatto Chiodi nella conferenza stampa sul bilancio di previsione 2014 facendo intendere che le associazioni degli abruzzesi all’estero siano addirittura una delle cause delle difficoltà finanziarie della Regione. Affermazioni false e offensive verso le quali gli Abruzzesi nel mondo e i loro delegati nel Cram esprimono protesta e sdegno. Chiodi quando parla del Cram non sa di cosa parla e fa solo rozza demagogia. Se parlasse con il suo assessore Mauro Febbo o magari con i suoi colleghi di maggioranza Ricardo Chiavaroli e Antonio Prospero, accusati di fare gite per il mondo, forse potrebbe capire meglio chi e come ha sperperato fondi dell'Abruzzo e chi invece ha portato fondi in Abruzzo. Si potrebbe far notare a Chiodi che gli abruzzesi nel mondo sono stati e sono tuttora una formidabile e inconfutabile risorsa per la nostra regione. Lo sono stati nel passato con le loro rimesse di emigranti servite alla ricostruzione post bellica. Lo sono stati e lo sono tuttora con le iniziative di promozione dei prodotti agroalimentari, artigianali e turistici dell'Abruzzo in ogni luogo dove ora vivono. Dicevano i nostri vecchi: 'Fai del bene e scordalo, fai del male e pensaci', e quindi è antipatico ricordare a Chiodi cosa e quanto hanno fatto i componenti del Cram, le associazioni abruzzesi da loro rappresentate e tutti gli abruzzesi nel mondo in occasione del tragico terremoto del 2009. Altro che gite di piacere, hanno portato milioni di euro! Ricordarlo a Chiodi e fargli notare che da quanto è presidente della Regione le associazioni abruzzesi non hanno ricevuto neppure un centesimo a sostegno delle iniziative pro Abruzzo da esse svolte. Per uno che si è prorogato di sei mesi nella carica di presidente con tutti i benefit conseguenti, credo sia assolutamente impossibile capire i sentimenti, la passione e l'attaccamento degli abruzzesi nel mondo verso la loro terra d'origine. È vero che gli abruzzesi all’estero non votano in Abruzzo ma votano i loro familiari, i loro paesani e i loro conoscenti e siamo certi che al momento opportuno avranno buona memoria delle parole arroganti e demagogiche del presidente Chiodi". Il quotidiano "Il Centro" ribadisce in altro articolo che "Stanno facendo il giro del mondo, scatenando una rivolta da parte degli emigranti abruzzesi, le parole del governatore Chiodi sull’azzeramento dei fondi al Cram (Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo) nel bilancio di previsione 2014. E ha suscitato ancora di più sconcerto la risposta in cui lo stesso Presidente ha chiosato sulle gite a un'email che gli aveva inviato un componente del Cram in Svizzera, Enzo Alloggia. Uno scontro che va via via accentuandosi" anche con "la replica che gira su Facebook del presidente dell’Associazione abruzzesi in Svezia, Mastracci, sempre a Chiodi. Secondo gli emigranti, Chiodi ha espresso dichiarazioni sconcertanti sul Cram, sulle "gite" e altre situazioni a suo parere censurabili". Citando le altre missive, come quella di Palmerini, ex vicesindaco di L'Aquila: "Ha usato verso Alloggia, infaticabile componente del Cram, riferimenti d'insofferenza, con altre annotazioni che dimostrano, dispiace rilevarlo, una scarsa conoscenza del mondo dell'emigrazione, per usare un eufemismo, secondo cui Chiodi avrebbe avuto cinque anni, con i poteri a sua disposizione, per accertare quanto denuncia: Non l'ha fatto? È un peccato, perché avrebbe forse potuto scoprire che altre sono le criticità, le gite senza costrutto della Regione, non certo un viaggio l'anno dei circa 40 delegati delle comunità abruzzesi. Il Cram rimprovera alla giunta Chiodi di aver azzerato, nei cinque anni del mandato, lo stanziamento per le politiche dell'emigrazione, facendo poi salti mortali ogni anno per una variazione al bilancio, su proposta dei tre consiglieri regionali nel Cram (Franco Caramanico, Chiavaroli, Prospero), per destinare qualche decina di migliaia di euro (120mila euro nel 2012, per la precisione). Eppure - conclude Palmerini - gli abruzzesi nel mondo per la loro regione, promuovono il turismo di ritorno e non, le eccellenze della enogastronomia, tenendo viva la cultura delle radici, investendo nel restauro delle case di proprietà nei tanti borghi d'Abruzzo, pagando per esse imposte e tasse. E quanto ancora di più potrebbero fare se soltanto avessero amministratori regionali con la lungimiranza di conoscere a fondo questo straordinario 'altro Abruzzo'".

A ricordo del sostegno al turismo verso l'Abruzzo delle associazioni di emigrati, D'Amico ci ha inviato due foto di gruppi di turisti lombardi che ha portato in Abruzzo nel 2013: quello a Onna a omaggiare i Martiri di Onna trucidati dai nazisti e le vittime del terremoto (agosto); quello di novembre, davanti a San Giustino, a Chieti a novembre.

 

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