Effetto boomerang per l'attacco di Chiodi al Cram Abruzzo

Il deficit degli enti pubblici è sempre colpa delle governi precedenti, soprattutto se sono di colore politico diverso. E’ il solito ritornello dal quale non si è dissociato nemmeno il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, nel commentare il bilancio 2014 approvato in extremis dalla sua giunta a poche ore dai botti di fine d’anno. Chiodi, che in questi cinque anni si è distinto per il suo linguaggio moderato, è stato molto estremo con la categoria di corregionali più colpita dalle cinque finanziarie regionali: quella degli emigrati. Durante la conferenza ha attaccato il Cram (nella foto, Chiodi parla alla sua riunione del 2010), la consulta abruzzesi nel mondo, governata dal suo assessore Mauro Febbo e dai due consiglieri regionali amici di partito Antonio Prospero e Ricardo Chiavaroli.

Quest’ultimo è pure portavoce di Forza Italia e nato in Venezuela, figlio di emigrati. Così come è figlio di emigrati (sempre in Venezuela) l’assessore al Bilancio Carlo Masci (video sotto), unico a sedere in conferenza vicino al governatore. Masci è apparso visibilmente imbarazzato dalla dure parole del presidente contro gli “sprechi del Cram”, “i viaggi all’estero” e altri attacchi gratuiti verso una comunità che durante l’era Chiodi non solo non ha ricevuto più un euro ma in occasione del terremoto di euro ne inviati almeno sei milioni. A parte i finanziamenti mirati per progetti specifici (come, per esempio, ha fatto proprio la comunità in Venezuela a Villa Sant’ Angelo) dovrebbe essere Chiodi a rendicontare i fondi dall’estero per il terremoto inviati direttamente alla Fondazione da Lui appositamente costituita per lo scopo. Considerando pure le rimesse annuali dall’estero che ancora oggi piovono cospicue verso la nostra regione e che nel passato hanno contributo a ricostruire l’Italia dalle macerie della guerra e a sfamare le famiglie rimasti a vivere in patria, il dare/ avere fra Regione ed emigrati e pende tutto da una parte. Quindi, l’esempio preso dal governatore per dimostrare lo stop agli sprechi è stato fuori luogo e offensivo. Chiodi ha detto che la stampa è stata molto attenta allo champagne comprato dal suo ex assessore alla Cultura Luigi De Fanis (inquisito e arrestato) e distratta per i soldi spesi in operazioni in Romania e Brasile oltre che distrazione di fondi della sanità. Il nostro giornale sulle attività del Cram non è stato per niente distratto: basta digitare le parole-chiave sul sito web Cram o ByAbruzzo. Siamo in campagna elettorale e l’attacco di Chiodi è stato in realtà fatto al Pd che ha guidato la precedente Giunta e lo stesso Cram (con l’ex assessore Donato Di Matteo), reo oggi di attaccare la destra sul bilancio bollato come addirittura come “falso” ma di aver contribuito ieri al disavanzo dei fondi regionali. Le stesse parole usate a sinistra all’indomani della vittoria sulla destra che con Giovanni Pace aveva guidato l’ente. Pace il Cram lo ha istituito e Di Matteo lo ha lanciato, mettendoci i pochi fondi (1,5 milioni circa l’anno) con il quale sono state fatte cose speciali – come il “ByAbruzzo” o l’assistenza sanitaria per gli abruzzesi indigenti in Venezuela – e cose ordinarie previste dalla stessa legge 47/2004 (era Pace, appunto), riformata dalla legge 43/2012 (era Chiodi). Il presidente solo oggi si accorge che il Cram così com’è è inutile e costoso. In realtà spende solo i soldi per riunirsi una volta l’anno, come previsto per legge. Quindi, invece che riformarlo lo si poteva sopprimere. Invece Chiodi, Febbo, Alfredo Castiglione e Mauro Di Dalmazio c’hanno pure firmato accordi interassessorili per l’export dell’Abruzzo e il turismo verso la regione, protocolli tutti, ovviamente, rimasti carta straccia. Gli abruzzesi all’estero il made in Abruzzo che si trova lo promuovono già gratis. In vacanza ci vengono lo stesso, se hanno soldi e voglia di tornare, come ha ricordato a Chiodi Domenico D’Amico (Cram Italia) in una delle prime e-mail di replica alle stupidaggini dette dal Governatore. Non ha ancora replicato Enzo Alloggia (Cram Svizzera) citato dal presidente come colui che lo martella di richieste di soldi via e-mail ma sul profilo Facebook del Cavaliere svizzero s’è già aperto un forum. La verità è che, campagna elettorale a parte, Chiodi ha attaccato il Cram pure perché pochi mesi fa voleva andare in Canada non si sa a fare cosa ma per giustificare la missione aveva mal chiesto un invito formale a un’associazione del Canada stoppata poi dalla presidente federale Ivana Fracasso che ha criticato Chiodi sia sulla procedura sbagliata sia che non ci si ricorda degli emigrati solo quando si vogliono fare i viaggi a spese della Regione.

 

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