Emigrati falsi: Fisco a caccia dei "furbetti" che si tradiscono facile

Il Fisco italiano a caccia dei "finti residenti" oltreconfine, quelli che vivono o passano gran parte del tempo in Italia ma poi risultano iscritti all'Anagrafe degli italiano all'estero (Aire) per non pagare le tasse nel Paese di cui sono cittadini e hanno case di proprietà, lavoro, utenze attive. Sono frequenti i casi dei vip dello spettacolo e dello sport che risiedono nei paradisi fiscali o anche semplicemente in paesi dove si pagano meno tasse dell'esosa Italia. Che l'Agenzia delle Entrate stia verificando i dati degli iscritti Aire (quasi cinque milioni) lo confermano i deputati del Pd estero Marco Fedi e Fabio Porta (nella foto in fondo a sinistra) che affermano, in una nota congiunta, che la "quasi totalità dei cittadini italiani iscritti all’Aire è 'regolare' e cioè risiede effettivamente e permanentemente all’estero", ma che, appunto, "ci sono anche alcuni furbetti che utilizzano l’iscrizione all’Aire per eludere o evadere le tasse italiane". Il provvedimento 43999 dell’Agenzia dell’Entrare appena emanato recita: “Modalità di acquisizione dei dati dei richiedenti l’iscrizione all’Aire e definizione dei criteri per la formazione delle liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati”. 

Fino a ieri il Fisco si occupava dei personaggi famosi, quelli con la residenza tipo a Montecarlo (Principato di Monaco) tipo l'attore e conduttore di "Striscia la notizia" Ezio Greggio, che della comunità italiana residente nel paradiso fiscale a due passi dall'Italia è diventato addirittura presidente (del Comites). Greggio è stato condannato due anni fa a sei mesi di carcere (convertiti in 45mila euro di multa) e ha dovuto pagare una sanzione da ben 20 milioni di euro. Il popolare showman si è difeso dicendo che lui a Montecarlo ci vive davvero (nella foto d'apertura è lì immortalato) ma è stato tradito, appunto, dal fatto che in Italia ha un'altra lussuosa villa e poi, soprattutto, che ci lavora quasi in esclusiva. Come Greggio sono residenti a Montecarlo Andrea Bocelli, Maria Grazia CucinottaEnnio Morricone o Katia Ricciarelli. Flavio Briatore e Sergio Marchionne sono residenti rispettivamente in Gran Bretagna e Svizzera, paesi dove si pagano semplicemente meno tasse ma non sono paradisi fiscali. 

Rocco Siffredi è residente in Ungheria (nella foto a destra, al lavoro come cameraman nel Paese dell'Est-Ue), ma anche per motivi di produzione dei suoi film pornografici, attività proibita in Italia. Questo, come quello della prostituzione, è, invece, un caso al contrario, dove lo Stato italiano proibisce per principi morali (superati da sentenze della Cassazione) attività che farebbero, invece, entrare nelle casse del fisco miliardi e miliardi di euro che, invece, finiscono altrove, soprattutto in vicinissimi paesi Ue. 

Ora il Fisco vuole stanare anche i "comuni mortali". Fedi e Porta ricordano quanto dichiarato dalla direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi: l’elenco delle posizioni anomale verrà stilato utilizzando un applicativo informatico, chiamato "Sonore" (Soggetti non residenti) che incrocia le informazioni della banca dati dell’Agenzia con i dati dello "Spesometro" e quelli derivanti dallo scambio d'informazioni attivato sulla base di direttive europee e accordi internazionali. Un ulteriore contributo importante verrà dato anche dai Comuni, che, dopo sei mesi dalla richiesta di inserimento nel registro Aire da parte del soggetto che vuole trasferire la residenza, dovranno comunicarne l’iscrizione all’Agenzia, in base a una convenzione stipulata con il Ministero dell’Interno. Inoltre i Comuni avranno l’obbligo di comunicare alle Entrate i dati di chi ha richiesto l’iscrizione all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero a partire dal 1° gennaio 2010. 

"Per la partenza della campagna di controlli sulle finte residenze all’estero l’amministrazione finanziaria ha disposto numerosi indicatori, innanzitutto tramite una serie di 'rilevazioni' ricavate dai dati già presenti nell'anagrafe tributaria - proseguono Fedi e Porta - movimenti di capitale da e verso l’estero trasmessi da banche e intermediari finanziari, atti del registro, informazioni trasmesse da datori di lavoro o enti previdenziali sui redditi percepiti, utenze domestiche (elettricità, acqua, gas e telefono) attive in Italia, cariche sociali, versamenti di contributi per colf e badanti, operazioni rilevanti ai fini Iva, mancata adesione alla 'voluntary disclosure' etc. Queste informazioni consentiranno  la formazione delle cosiddette  'liste selettive' per i necessari controlli (articolo 83, comma 17-bis, Dl 112/2008, come modificato dall’articolo 7, comma 3, Dl 193/2016). Si tratterà di un flusso informativo su soggetti 'selezionati perché sospetti' con cui arrivare a stanare i finti emigrati. Le informazioni utili provenienti dalle amministrazioni finanziarie straniere non saranno solo quelle fornite sulla base delle Direttive europee, perché ora anche a livello extra-Ue si sono fatti passi enormi per individuare gli evasori: sono infatti già 57 i paesi extracomunitari che si sono impegnati ad attuare lo scambio d'informazioni fiscali secondo gli standard definiti dagli enti internazionali competenti e si prevede che si arriverà a circa 100 nel 2018". 

E' chiaro che risiedere in un paese a tassazione agevolata ma lasciare la propria famiglia o parte residente in Italia, dove si vive e opera di fatto costituisce una sorta di chiara "autodenuncia", come anche avere intestate auto, moto, barche, partecipare a società italiane e, secondo il fisco, anche pagare i contributi alla colf (che potrebbe, invece, tranquillamente badare in tutti i sensi la casa di una persona che vive effettivamente all'estero).

 

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=