Venezuela, voto del Consiglio d'Abruzzo genera repliche e controrepliche

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La risoluzione del centrodestra al Consiglio regionale d’Abruzzo per la situazione che sta passando il Venezuela, pur essendo stata approvata dall’assise non ha ottenuto l’unanimità del voto e, quindi, è politicamente sterile.

Avrebbe potuto avere valenza politica, anche nei confronti del Governo centrale, che pure ha ricevuto mozioni più complete e obiettive dal Parlamento, se i proponenti di Forza Italia avessero condiviso preventivamente il testo con tutti i gruppo politici in Consiglio. Ma così non è stato perché, forse, l’obiettivo non era quello di manifestare congiuntamente, destra e sinistra, preoccupazione e solidarietà alla comunità italiana in Venezuela ma strumentalizzare la crisi venezuelana, che è tutta politica, per fare campagna elettorale in Abruzzo in vista delle imminenti elezioni regionali di maggio, alle quali parteciperanno anche i tanti italo-venezuelani che vivono in Abruzzo. La manifestazione di sabato 22 febbraio ne è stata la dimostrazione. Nella comunità sia quella tornata a vivere in Abruzzo sia quella che vive ancora nel Paese sudamericano non ha ben compreso il significato di votare contro la Risoluzione da parte dei partiti di sinistra e di parte del Pd. Certi sofismi tipici della sinistra italiana sono da sempre incomprensibili agli italiani nati, cresciuti e vissuti nel Belpaese figuriamoci a quelli che sono residenti all’estero o rientrati in Italia più con lo status o la mentalità di immigrati che di cittadini italiani a tutti gli effetti. Dalle reazioni a caldo era emerso che tutto il Pd aveva pure votato contro ma così non è stato: il partito di Matteo Renzi ha lasciato libertà di voto e c’è chi ha votato contro, chi si è astenuto chi ha votato a favore. Lo ha spiegato il capogruppo Camillo D’Alessandro. Ciononostante, il Pd Venezuela, sulla base di un commento a caldo e in tempo reale sull’esito del voto del consigliere Cram Johnny Margiotta, ha ritenuto opportuno scrivere un documento per spiegare alla comunità il perché di quel voto non sottoscritto dal Pd Abruzzo perché “non era una risoluzione all’ordine del giorno e cioè il Consiglio non era stato convocato per discutere anche questo punto – spiega il Pd Venezuela nel testo - Ciò che voleva l’opposizione era semplicemente fare modifiche al testo per poter essere firmabile ma si sono visti rifiutare questa possibilità. E’ importante fare questa precisazione – proseguono i Democratici italo-venezuelani - poiché il condizionamento che definisce Margiotta nel suo commento ha scatenato una polemica che ha disunito con effetti negativi e pericolosi”. La posizione del Pd sui problemi che si vivono in questi giorni in Venezuela è dimostrata nel caso di Giuseppe Di Fabio, dove i nostri parlamentari sono intervenuti subito in Parlamento per la liberazione anticipata (deputati Fabio Porta, Vittoria D'Incecco e Marco Fedi)”. Ciò che ha scritto Margiotta “non è conforme alla realtà ed è ingiusto che voglia mostrare al pubblico che vi è una totale mancanza di interesse del Pd per la situazione in Venezuela”. Il Pd invita pertanto Margiotta a “non approfittare di situazioni per uso personale o politico anche in vista delle prossime elezioni in Abruzzo”. Margiotta ha replicato che sulla sua bacheca Facebook “scrive ciò che gli pare. Il mio commento riguarda l'Abruzzo, la terra che rappresento in Venezuela” e che “ritengo di esserne più conoscitore di altri. La Risoluzione sul Venezuela del Consiglio non è stata richiesta dalla comunità venezuelana perché è una comunità che non guarda a un partito anziché a un altro”. Meglio “non fare del caso grave che stiamo vivendo un fatto politico. Lasciateci fuori dalle campagne politiche. Se volete aiutarci basta dire ‘Sì aderisco’ o altrimenti se non riuscite a mettervi d'accordo ognuno si esprima a riguardo come vuole ma fatelo”, rivolgendosi ai politici regionali. D’Alessandro, vista la polemica oltreoceano che ha messo in imbarazzo i compagni venezuelani, è tornato a ribadire che il gruppo del Pd  “ha espresso solo due voti contrari, di due consiglieri che hanno ritenuto di esprimere voto contrario motivando le ragioni. Tuttavia in Consiglio regionale i consiglieri hanno chiarito che il loro voto negativo era per manifestare esclusivamente il proprio dissenso riferito all’atteggiamento strumentale del consigliere Ricardo Chiavaroli e dello stesso presidente Nazario Pagano, che non hanno voluto raccogliere dalle opposizioni suggerimenti rafforzativi della tutela dei diritti civili e dello sviluppo della democrazia in Venezuela. Devo anche sottolineare che fino al deposito della risoluzione in Consiglio, il Pd non era stato interpellato sulla questione, cosa che certamente ci avrebbe aiutato, anche da parte degli amici del Circolo venezuelano del Pd. Il contrasto con le opposizioni è stato determinato proprio da un atteggiamento politico soprattutto di Pagano, che non ha agito per raccogliere il massimo consenso, bensì per determinare un presunto vantaggio di parte. Ci si chieda come mai non hanno voluto interrompere neanche per cinque minuti il Consiglio per favorire un voto all’unanimità . Di fronte al dolore della comunità venezuelana il centrodestra ha solo voluto strumentalizzare il dramma che voi state vivendo al punto di fare passare il voto contrario di soli due consiglieri come la posizione dell'intero Pd. Le nostre idee – conclude - e il nostro agire nella storia mai, in nessuna occasione e per nessuna ragione, hanno mai giustificato la violenza contro la libertà. Siamo dalla vostra parte e non consentite a una destra faziosa di strumentalizzare la vostra lotta e il vostro dolore”.

Foto di gruppo in occasione della missione del 2009 in Venezuela di Nazario Pagano (al centro), Ricardo Chiavaroli (secondo da destra) accolti da Johnny Margiotta (dietro Pagano, affiancato da Giovanni Margiotta) e da Giovanni Davoli (primo a sinistra), ex console d'Italia a Caracas.

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