Venezuela, generale neo ministro autorizza esercito a uso delle armi

C'è preoccupazione anche nella comunità italo-venezuelana per la decisione del governo di Caracas di autorizzare l’uso delle armi in Venezuela per disperdere manifestazioni pubbliche da parte delle forze dell’ordine se è a rischio la loro incolumità. La risoluzione, voluta dal nuovo ministro della Difesa, il generale Vladimir Padrino Lopez, è una risposta alle proteste che dilagano nel Paese sudamericano contro il presidente Nicolas Maduro (i due nella foto a destra). A nulla valgono, dunque, per Caracas le recenti condanne internazionali sia degli Stati Uniti (con sanzioni) sia dell'Unione europea (senza sanzioni) dopo che nel Paese, colpito da un anno esatto da manifestazioni di protesta represse con la violenza e le armi - sono morte 42 persone vittime innocenti, fra cui anche italiani. Il caso più clamoroso è stato quello dell'uccisione involontaria della giovane Geraldine Moreno: la madre Rosa Orozco, dopo la visita al Parlamento europeo, è giunta anche in Italia meno di un mese fa ed è stata ricevuta a Pescara dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, l'assessore all'Emigrazione Donato Di Matteo e il presidente della Provincia, Antonio Di Marco. L’opposizione ha già bollato come ‘‘incostituzionale” la decisione che in qualche modo leggittima ciò che un anno già accade, perché in contrasto con l’articolo 68 della Carta costituzionale che vieta l’uso delle armi da fuoco per contenere raduni pacifici.

"E’ legittimo l’uso eccessivo della forza nel reprimere le manifestazioni di piazza, anche se violente? - chiede dalle proprie colonne "La Voce d'Italia", coraggioso quotidiano degli italiani in Venezuela, diretto dal giornalista abruzzese Mauro Bafile - Si possono attribuire all’esercito quelle funzioni per le quali non ha ricevuto l’addestramento adeguato che invece, si presume, abbiano gli organismi di polizia? Da oggi in Venezuela sì - scrive il giornale - Un decreto del Ministero della Difesa specifica che è autorizzato l’uso di 'armi potenzialmente mortali' anche se 'come ultimo ricorso', per 'evitare i disordini, appoggiare l’autorità legittimamente costituita e respingere qualsiasi aggressione'".


"Come può un corpo militare addestrato al combattimento in guerra essere usato come semplice polizia reppresiva" è il commento anche di Gustavo Velasquez (foto a sinistra), medico venezuelano di origine spagnola che vive dal 2003 in Italia. "Siamo in presenza di un aumento della violazione dei diritti umani in forma macabra - prosegue preoccupato Velasquez, che in Venezuela è stato nel 1996-1997 (prima dell'avvento del chavismo) anche assessore alla Salute dello stato Zulia - D'ora in poi saranno centinaia i morti visto che possono usare tutta la forza che considerano necessaria. Il decreto firmato da Vladimir Lopez annuncia l'occupazione della nazione da parte dell'esercito, che sarà la mano esecutrice di un governo vile e reppressivo, incapace d'essere tollerante con le persone che la pensano diversamente. Un governo che é l'antitesi della libertà e il libero pensiero - conclude il chirurgo specialista del piede diabetico è, coincidenza, anche delle ferite da guerra e armi da fuoco - Le garanzie per i protestanti sono ora minime".

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