Alloggia (Cram) scrive a Renzi: "Italiani umiliati per i Marò, li riporti a casa"

Il cavaliere Enzo Alloggia, è un emigrato italiano di 68 anni residente in Svizzera, consigliere uscente della Consulta regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram), dove subentrò al posto del dimissionaro senatore Antonio Razzi. Alloggia (nella foto, osserva Razzi, sorridendo) è diventato famoso in tutto il mondo, suo malgrado, per essere stato citato (infelicemente) dall'ex presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi,come richiedente seriale elettronico di somme di denaro. Divenuto popolare grazie alla solidarietà degli abruzzesi nel mondo, l'attuale governatore della Regione Luciano D'Afonso ebbe l'idea di candidarlo alle ultime elezioni regionali ma poi (sbagliando) ci ripensò e tolse Alloggia dalla lista civica a suo sostegno. Famoso per la sue iniziative e le tante lettere che invia di solito verso il suo Abruzzo, ora il cavalier Alloggia ha alzato il tiro per una nobile causa, ben interpretando il pensiero della quasi totalità degli italiani. L'italo-svizzero ha chiesto al premier Matteo Renzi e ai minisitri competenti d'impegnarsi al massimo per far tornare a casa Salvatore Girone e Massimiliano La Torre, i due marò trattenuti in India dal febbraio 2012. "Lo scrivente Alloggia - scrive - 'Cavaliere & Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, con la presente chiede alle Ss.Ll. un sollecito e autorevole intervento, volto all’immediato rientro in Italia dei nostri militari, fucilieri di Marina - perché - ingiustamente trattenuti in India, in spregio alle più elementari norme di diritto internazionale. Il recente ricovero di Massimiliano, a causa di un’ischemia cerebrale, costituisce un evidente segnale di come il perdurare di tali condizioni, causa di un rilevante stress e di continua tensione emotiva dei nostri Ragazzi, rischia di degenerare e far precipitare la situazione in maniera facilmente intuibile e della quale l’intera classe politica dovrebbe sopportarne il peso. Non ha senso dilungarsi sull’evidente illegittimità della loro 'prigionia' in India, visto che essa è conclamata. Ciò che, invece, desidero sottolineare è l’altrettanto evidente incapacità di risolvere una situazione che, giorno dopo giorno, genera comprensibilmente nell’opinione pubblica seri dubbi sull’effettiva volontà di addivenire a una rapida risoluzione del caso. Per questi motivi, chiedo un Suo urgente e risolutivo intervento, volto a restituire i nostri militari ai loro affetti più cari e al loro Paese e porre fine a una situazione di fatto che, nella mia qualità di Italiano, mi umilia profondamente. Alla stessa maniera, mi offendono le farneticanti espressioni di qualche persona che, per il suo alto ministero, dovrebbe predicare ben altro, e verso la quale non ho sentito levarsi nessuna autorevole voce di protesta, nonostante che con le sue deliranti parole abbia aggiunto sofferenza alle già profonde sofferenze dei familiari e, soprattutto, dei figli dei nostri due militari. Ricordo che un giorno, un Uomo, cui questa persona, per il suo ruolo,  dovrebbe ispirarsi, parlò ai suoi amici di un pastore che lasciò un gregge intero per recuperare una sola pecorella rimasta indietro. Quest’uomo, invece, viste le sue parole, riportate da media e sui social network, mostra di non possedere nemmeno un briciolo di umanità e di misericordiosa solidarietà verso due suoi fratelli, costretti a patire immani angosce per colpe non loro. Infine, anni fa, signor Presidente, mi è stato concesso l’alto onore di essere insignito di una delle più importanti e prestigiose onorificenze della Repubblica, che mi ha fatto sentire fiero e orgoglioso di aver servito le Istituzioni. Oggi chiedo a Lei, signor Presidente, di restituirmi quell’orgoglio e quel senso di appartenenza al mio Paese, che una classe politica, che sembra essere asservita a logiche che non si riescono a comprendere, sta facendo venir meno. Faccia sentire la sua autorevole voce, signor Presidente del Consiglio, si avvalga dell’attuale condizione di Presidente di turno dell’Europa e faccia di tutto per riportare a casa Massimiliano e Salvatore. Faccia ristabilire al più presto il Diritto internazionale, finora letteralmente calpestato in maniera indegna da parte di un Paese che non ha alcun diritto a trattenere i nostri Ragazzi, così come non ha nessun diritto di giudicarli. Lo faccia, signor Presidente - conclude la missiva di Alloggia - La prego, lo faccia presto, e l’intero Paese sarà con Lei".

Nella foto qui sopra i due marò con Giampaolo Di Paola, ex ministro della Difesa del governo guidato da Mario Monti, in carica quanso scoppio il problema in India nel febbraio 2012. Dopo di Monti, c'è stato il governo di Enrico Letta e, quindi, quello di Renzi.

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