Abruzzo, pomodoro 'a pera', produzione bottiglie a -40%. Colpa della grandine

Anno terribile per passate e pelati "made in Abruzzo". La produzione del pomodoro abruzzese, con particolare riferimento alla prelibata varietà "a pera". 

Coldiretti Abruzzo stima un calo produttivo del 35% con punte anche del 40% con particolare riferimento alla provincia pescarese e alle zone costiere (colpite dalle grandinate dello scorso luglio che hanno fatto danni alle automobili come mai prima) in cui la produzione di pomodoro è particolarmente diffusa.

"La diminuzione della produzione di pomodoro ha riguardato tutta la penisola italiana, ma in Abruzzo il fenomeno è stato particolarmente sentito. Ad avere sofferto sono state principalmente le coltivazioni di pomodoro tipico, primo fra tutti il pomodoro 'a pera' d'Abruzzo che è molto delicato e risente maggiormente delle variazioni climatiche", dice Gianni Fragassi, vicepresidente di Coldiretti Pescara e titolare dell'omonima azienda agricola di produzione di conserve a Città Sant'Angelo (Pescara).

"Ovviamente - prosegue l'imprenditore agricolo - questo ha comportato un leggero aumento dei prezzi, circa il 20%, con una qualità comunque garantita.

"Quest'annata ce la ricorderemo, cinque anni fa ci fu una situazione simile e questo fatto ha determinato una diffusa preoccupazione e una sorta di 'caccia' al prodotto locale anche da parte del consumatore privato", conclude Fragassi (nella foto d'apertura con uno dei suoi pomodori e in quella a destra con famiglia e la cantante Cecilia Gayle, ospite nella sua Tenuta, mentre cucinano i prelibati arrosticini abruzzesi).

Per Giuseppe Scorrano (nella foto a sinistra), produttore di pomodoro 'a pera' con azienda agricola a Pianella (Pescara) e delegato regionale di Coldiretti Giovani impresa Abruzzo, a determinare la diminuzione della produzione "ha influito sicuramente l'andamento climatico bizzarro e le improvvise grandinate che hanno compromesso gran parte dei raccolti si consiglia di fare quindi attenzione a ciò che si acquista controllando bene l'origine in etichetta della provenienza del pomodoro, anche in considerazione della grande concorrenza dei paesi esteri.

"Ricordiamo - prosegue Scorrano - che dal 2018, grazie alla nuova normativa nazionale non è più possibile spacciare per 'Made in Italy' i derivati del pomodoro importati dall'estero preservando maggiormente quindi la produzione nazionale e quindi regionale".

 

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