A Milano primo sciopero dei 'rider' indetto da Cgil dopo caso ragazzo mutilato

  • Print

Stamane a Milano si tiene lo sciopero dei rider lanciato dalla Filt Cgil e rivolto ai lavoratori che consegnano merce e cibo in bicicletta e in moto indipendentemente dal contratto. La mobilitazione si tiene a una settimana dall'incidente che ha coinvolto in città Francesco Iennaco, il giovane 28enne che al ritorno da una consegna in moto per Just Eat (che predilige la moto come veicolo per le consegne, nella foto sotto a destra) è finito sotto un tram dopo essere scivolato e ha perso una gamba. Alle 14,30 è previsto anche un flash mob in piazza XXIV maggio. Sempre a Milano oggi è prevista un'assemblea dei giovani democratici con il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, nel corso della quale saranno resi noti i risultati di un'indagine campionaria.
In Italia quello del rider è un lavoro molto richiesto tra i giovani, sia studenti sia neolaureati: secondo il sindacato Ugl, che aderisce allo sciopero, ci sono circa 90mila lavoratori impiegati in oltre 200 piattaforme di sharing economy con un giro d'affari stimato attorno ai 3,5 miliardi di euro e con prospettive di crescita fino a 25 miliardi al 2025.
"Qui non si parla solo di diritti negati ma di equiparare legalmente questo tipo di attività a un lavoro subordinato, così come avviene nel resto del mondo. Una lotta volta a garantire diritti e tutele ai rider italiani che ogni giorno si trovano ad affrontare percorsi a ostacoli urbani per consegnare pasti a domicilio, subendo, spesso, gravi incidenti. È, dunque, inaccettabile che in un Paese civile questa categoria ancora ibrida, tra lavoro dipendente e autonomo, non abbia una precisa inquadratura contrattuale", ha detto Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl, spiegando le ragioni della protesta.

e-max.it: your social media marketing partner