Venezuela, solo 8 miliardi di debito ristrutturato con Russia. Cina rassicura

Il Venezuela ha firmato un accordo di ristrutturazione del debito di otto miliardi di dollari con la Russia, uno dei principali creditori del Paese sudamericano colpito da una crisi senza precedenti. Il ministro delle Finanze veneuelano Simon Zerpa è volato "lui" a Mosca per rinegoziare il debito col governo di Vladimir PutinComplessivamente l'indebitamento di Caracas ammonta a 150 miliardi di dollari e circa i due terzi dei di bond venezuelani sono detenuti da investitori del Nord America.

Il Paese avrebbe già dichiarato default anche se il presidente Nicolas Maduro (nella foto a destra con Putin a Mosca il mese scorso) ha smentito. Il principale creditore di Caracas è la Cina che, però, cerca di rassicurare sulla capacità del Venezuela di onorare i suoi debiti. Una presa di posizione, da parte di Pechino, che giunge dopo i declassamenti delle società di rating americane Standard & Poor's e Fitch. Le due agenzie hanno degradato le loro valutazioni sull'affidabilità creditizia a insolvenza "selettiva", a seguito del mancato pagamento di cedole su due bond per 200 milioni di dollari complessivi. Secondo le agenzie di rating, esiste un 50% di probabilità che il Venezuela risulti nuovamente insolvente su un pagamento entro i prossimi tre mesi. L'agenzia ha così deciso di assegnare la valutazione D (insolvenza, la più bassa) alle due emissioni coinvolte e quella Ds (insolvenza selettiva) alle emissioni di lungo termine in valuta estera.

Il portavoce del ministro degli Esteri cinese Geng Shuang, durante un incontro con la stampa, ha affermato: "Quello che posso dirvi - ha affermato - è che la cooperazione finanziaria tra Cina e Venezuela, così come la cooperazione in vari settori, sta procedendo regolarmente. Riteniamo anche che il governo e i venezuelani abbiano la capacità di gestire adeguatamente i loro affari, inclusa la questione del debito". Pechino è esposta sul Venezuela per un ammontare stimato a 28 miliardi di euro che, a causa della sua galoppante svalutazione, in bolivares si fa fatica a scrivere (un euro al cambio reale vale oggi oltre 71mila bolivares).

Intanto le decisioni delle agenzie di rating hanno aumentato la pressione, mentre nei giorni scorsi i negoziati tra una commissione ad hoc e i creditori sulla ristrutturazione del debito sono finite in stallo al primo incontro. Caracas ha rilanciato le accuse di complotto alla finanza internazionale e al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Maduro ha confermato che le trattative con la Cina (nella foto d'apertura è col presidente Xi Jinping) "si muovono avanti perfettamente".

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