Nuovo Isee: preoccupazione in famiglie sulle novità introdotte

Sono molte le famiglie che dipendono dall'Isee per accedere a quelle poche agevolazioni che oggi il nostro Paese riserva loro, perciò l'argomento suscita tanto interesse e preoccupazione. L'impatto del nuovo Indicatore non sarà marginale, soprattutto nel modificare le graduatorie di accesso e le quote di contribuzione richieste alle famiglie per i più svariati servizi: avere un Isee più o meno alto farà la differenza.

Le novità riguardano principalmente la lotta all'elusione e il rafforzamento dei controlli. Se vogliamo essere puntigliosi, c'è però da sottolineare che la riforma dell'Isee è stata approvata perché serve per far pagare i cittadini, mentre non sono stati fissati i livelli essenziali che servono a garantire i diritti dei soggetti coinvolti. E' giusto ricordare che la modifica dell'Isee fu introdotta con la prima manovra del governo Monti, finalizzata a reperire risorse in un momento in cui i conti pubblici erano fortemente in discussione. Probabilmente il nuovo modello non solo non ha risolto quei limiti di scarsa equità che già caratterizzava il vecchio Isee, ma, per certi versi, li ha anche peggiorati. Con il nuovo Isee la maggior parte delle famiglie, comprese quelle numerose, a parità di condizioni, si ritroverà con un Isee più elevato, con conseguente possibile riduzione delle agevolazioni. Quali sono, nello specifico, i punti di iniquità? Per prima cosa vengono considerati come redditi quelli che in realtà sono contributi compensativi per le spese che le famiglie sostengono per la cura, l’accoglienza e la crescita dei figli. Le famiglie con disabili, per esempio, avranno un Isee ingiustamente maggiore. In secondo luogo, l’Isee dovrebbe essere un misuratore della capacità contributiva delle famiglie, cioè di quanto possono effettivamente spendere per l’accesso a servizi e tariffe, ma non si spiega il perché vengano considerati i redditi lordi e non invece quelli netti, ossia quanto entra effettivamente nelle disponibilità della famiglia. Infine c'è il problema delle scale di equivalenza che, seppur lievemente migliorate per le famiglie con tre o più figli, non restituiscono i pesi che effettivamente rappresentano i ragazzi all'interno delle spese famigliari. Peraltro, un figlio pesa poco quando si richiedono agevolazioni, ma viene pesato fino al doppio quando una famiglia deve pagare tasse come, per fare un esempio: la Tares. A destare preoccupazione è anche la scarsa chiarezza circa le modalità che adotteranno gli enti locali e le varie istituzioni per passare dalle vecchie soglie alle nuove, costruite sul nuovo Isee. (Noemi Trivellone)

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