Fornero riappare per criticare Renzi: "Le sue riforme sono le mie"

Col "job act", il governo Renzi si appresta all'ennesima riforma de lavoro per cercare di risolvere uno dei due problemi che colpisce l'economia italiana. L'altro è ridare ossigeno duraturo alle imprese che continuano a chiudere anche se ora, finalmente, cominciano intanto a vedere i pagamenti della pubblica amministrazione, cominciati col governo Letta.

La riforme del lavoro, infatti, producono effetti positivi se le aziende sono in salute. Se sono in crisi non assumono, pure se i collaboratori glieli paga lo Stato. Oppure fanno lavorare in nero o abusano di contrattazione flessibile, come i contratti "a chiamata" che vengono fatti firmare pure a chi non ha i requisiti ribaditi dalla riforma dell'ex ministra del governo Monti. Ecco perché pure la riforma di Elsa Fornero ha fatto flop. L'ex ministra è stata in silenzio da quando ha lasciato il dicastero, fra le polemiche che l'hanno seppellita insieme al suo ex premier. E' tornata a parlare ieri, proprio per commentare le dichiarazioni di Matteo Renzi e del suo ministro del Lavoro Giuliano Poletti sull'annunciata riforma che rottamerebbe la sua. “Considero sconcertante tutto questo affannarsi a dire che la mia riforma è stata smantellata. E’ una fandonia - tuona la Fornero - Sono contenta se Renzi riesce a trovare 10 miliardi che io non avevo a disposizione". E ancora: "Vogliono estendere la causalità dei contratti a termine su 36 mesi? Bene, ma sono stata io a introdurla con grandissima fatica per un anno - prosegue - L’Aspi? C’e’ già, ora vogliono estenderla e ribattezzarla Naspi ma, mi chiedo, che bisogno ci sia, visto che è appena nata. La cassa in deroga: dicono che l’aboliranno. Ma l’abbiamo già abolita noi, a partire dal 2017. Forse la mia legge non è stata letta bene. Ben venga una maggiore liberalizzazione – aggiunge l'ex ministra - ma siamo proprio sicuri che in questo momento serva svincolare la contrattazione a tempo e allungarne i tempi? Non rischiamo il passo più lungo della gamba? E non diamo, per favore, il colpo di grazia al contratto a tempo indeterminato. Noi abbiamo contribuito a rendere meno rigido il mondo del lavoro in uscita ma in cambio ci siamo battuti per una maggiore stabilizzazione all’entrata per i giovani - conclude - anche rafforzando l’apprendistato. Non sono certo io che ho accusato Poletti di aver cambiato idea”.

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