Ugl rinnova segreteria, avverte Renzi e se ne va a Botteghe Oscure

 

Il congresso nazionale dell'Ugl concluso a Pomezia (Roma) ha rinnovato la segreteria confederale e trasferito, per ampliare e risparmiare, la sede nazionale da via Margutta a via delle Botteghe Oscure, famosa per essere stata per decenni la via delle storica sede del Partito comunista italiano.

A due anni esatti dalla elezione di Giovanni Centrella a segretario generale, primo metalmeccanico alla guida di una confederazione sindacale, il consiglio nazionale ha votato all’unanimità una squadra ora ridotta ma più al femminile e giovanile con l’ingresso di leve qualificate come Loretta Civili e Maria Teresa Roghiimpegnate in questi anni nelle politiche dei diritti della famiglia e delle pari opportunità, di Maddalena Imperiali dalla segreteria nazionale delle comunicazioni, di Antonio D’Anolfo che porterà nella confederazione la sua forte esperienza di segretario generale dei metalmeccanici, di Claudio Durigon con un’ampia militanza sindacale nelle Politiche attive del lavoro e nelle politiche per il territorio. La nuova sede sarà anche più funzionale ai cambiamenti all’organigramma voluti dal segretario generale sia per aprire la Confederazione alle tante affiliazioni e confluenze di sigle autonome, in seguito alle novità introdotte dal Testo Unico sulla rappresentanza e rappresentatività. Fra i pochi confermati l'abruzzese Geremia Mancini (foto), confermato come responsabile della comunicazione, immagine ed eventi. Gli altri sono Serafino Cabras,,Cristina Ricci, Paolo Varesi, Antonio Polica, Antonio Franco, Maria Rosaria Pugliese e Vincenzo Femiano. “Noi dell’Ugl abbiamo capito che il governo Renzi in materia di lavoro andrà avanti per la sua strada, ma non prestare attenzione alle indicazioni di coloro che hanno esperienza in materia potrebbe indurre l’esecutivo in gravi errori - ha affermato Centrella al congresso - Non siamo preoccupati per Renzi ma per gli italiani, per i lavoratori, per i pensionati, per le famiglie e per i giovani, per tutto il ceto medio-basso in via di estinzione, che sarebbero i primi a pagare gli errori di un giovane presidente del Consiglio impegnato a giocare con il proprio destino e con quello di un’intera nazione. Il rischio è mandare allo sbando la parte più sana dell’Italia. Non basta e non serve, è ingiusto, cambiare in peggio le regole del lavoro – ha concluso - non basterà neanche il taglio dell’Irpef, da cui sono stati esclusi i pensionati, il governo dovrà investire nelle attività economiche che hanno la capacità di trainare la crescita, altrimenti nuova occupazione non ci sarà né con ottime né con pessime forme contrattuali”. Mancini si è detto "soddisfatto di essere uno di pochissimi confermati alla segreteria. Come sempre intendo condividere e dedicare il tutto ai lavoratori abruzzesi e alla mia terra".

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