Fuga continua di cervelli anche dalla Francia: sono 60-80mila l'anno

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Se l'Italia sta male la Francia non sta meglio a giudicare dai dati sulla fuga di cervelli che colpisce il Paese transalpino. Sempre più giovani francesi lasciano il proprio paese per cercare lavoro all’estero: nell’ultimo decennio sono stati tra i 60 e gli 80mila all’anno, e pochi fanno ritorno in patria.

Un dato che preoccupa molto la Camera di commercio e dell’industria di Paris-Ile-de-France (Ccip). I dati parlano chiaro: la popolazione francese che vive all’estero è stimata in 1,5-2 milioni, i cittadini “qualificati e attivi” che lasciano il Paese aumenta del 3-4% ogni anno, come rilevato dalle informazioni raccolte durante l’ultimo decennio. Si tratta dunque circa 60-80mila persone all’anno che lasciano la Francia, di cui un 28% espatria in maniera definitiva. La Ccip presenterà questi dati sul fenomeno dell’espatrio dei giovani talenti domani a Parigi, in occasione di due tavole rotonde, mostrando come esso abbia accelerato il ritmo negli ultimi tempi. “Da qualche mese, di fronte ai segni evidenti di una mobilità maggiore tra i giovani, dei quadri dirigenti dei grandi gruppi, dei grandi capitali o di imprenditori, alcuni osservatori francesi si preoccupano di quella che potrebbe divenire un’emorragia - questa la costatazione del Ccip, che rappresenta 800mila imprese francesi, riportata dal quotidiano "Le Monde" - Disoccupazione e incertezza spingono i giovani a partire” come mostra il “Barometre 2014 de l'humeur des jeunes diplomés” (barometro 2014 dello stato d’animo dei giovani laureati) che rileva la scarsa attrattiva che il Paese ha sui giovani qualificati, che non apprezzano lo stato attuale del mercato del lavoro e dell’economia, così come l’attuale situazione politica e sociale. Tuttavia, la situazione francese sembra non rappresentare ancora un’emergenza in confronto ad altri Paesi europei come la Gran Bretagna, la Germania o l’Italia. Jean-Marc Mickeler, direttore delle risorse umane di Deloitte specifica: “Che i talenti francesi si confrontino con i loro alter ego stranieri, è un elemento piuttosto positivo per il tessuto economico francese, quando siamo in grado di incitarli a tornare in qualsiasi momento”. Dunque l’importante è saper costruire elementi che portino i giovani talenti a tornare sui propri passi una volta compiute delle esperienze formative all’estero.

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