Banca Etica, metà clienti rifiutati dalle altre, che hanno pure più sofferenze

Quasi una persona su due che ha ricevuto un finanziamento dalla Banca Popolare Etica si è visto rifiutare la propria richiesta da un’altra banca, eppure le sofferenze lorde registrate da Banca Etica al 2013 sono quasi un quarto della media nazionale del sistema bancario (il 2,02% contro il 7,7%).

È questo uno dei dati di successo evidenziato ieri durante il convegno per i 15 anni della banca tenutosi alla Camera dei deputati. Ad analizzare l’impatto sociale dei finanziamenti erogati, una ricerca condotta da Altis, 'Alta scuola impresa e società' dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Fare la differenza è possibile – spiega il dossier – grazie al denaro depositato da individui e organizzazioni che scelgono la Finanza etica perché desiderano che il proprio risparmio venga messo in circolazione attraverso l’intermediazione finanziaria per realizzare l’interesse collettivo”. Dall’analisi delle risposte ottenuta dai soggetti che hanno ricevuto un finanziamento da Banca Etica emerge come per l’82% del campione, il finanziamento è stato “condizione necessaria” per svolgere l’attività, ma oltre la metà dei soggetti finanziati ha riferito di aver aumentato le proprie possibilità di fare rete, di creare posti di lavoro e di aumentare il reddito. Per oltre la metà dei clienti, inoltre, la soddisfazione rispetto al valore del finanziamento ottenuto è massima. I dati presentati oggi mostrano anche un miglioramento della capacità di assistenza per quelle strutture residenziali per disabili e minori disagiati. Secondo il dossier, il 62% dei soggetti finanziati ritiene di aver aumentato la propria capacità di accogliere richieste, il 61% ritiene di aver aumentato la qualità delle proprie iniziative, mentre il 57% dichiara di aver aumentato il numero di persone assistite. Finanziamenti che hanno permesso di aumentare anche le ore di assistenza del 10% e del 52%, invece, il numero di persone assistite. Per i clienti di Banca Etica impegnati in attività culturali, ricreative e sportive, invece, i finanziamenti hanno permesso di aumentare il numero di iniziative (84% dei casi), di aumentare la qualità delle stesse e di aver visto crescere anche il numero di partecipanti. Il 50%, inoltre, ha affermato di aver potuto assumere nuovo personale. Per quanto riguarda i privati e le famiglie, per il 44% si è trattato di finanziamenti per l’acquisto della prima casa o per la ristrutturazione (il 19%). Per molti giovani, invece, il finanziamento erogato ha rappresentato l’opportunità di avere un’autonomia abitativa (il 12%). Impatto notevole anche sul mondo delle cooperative coinvolte in progetti di commercio equo e solidale. Grazie ai finanziamenti, spiega il dossier, il numero di cooperative coinvolte è cresciuto del 300%, con una crescita di prodotti importati stimato in 25mila euro. Infine l’impegno per l’ambiente. Grazie ai finanziamenti erogati da Banca etica sono stati realizzati 1561 impianti a fonti rinnovabili che hanno permesso di risparmiare ogni anno l’emissione in atmosfera di oltre 25mila tonnellate di anidride carbonica.

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