Usurai raddoppiati: ora nascosti dietro finanziarie, banche e professionisti

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Raddoppiato negli ultimi 14 anni il numero degli usurai in attività: dai 25mila stimati nel 2000, oggi se ne contano oltre 40mila e tra questi anche insospettabili imprenditori, commercialisti, avvocati, notai e bancari. Sono la “faccia pulita” dell’usura in Italia.

A fare un bilancio sul fenomeno dell’usura è Sos Impresa, durante la Convenzione nazionale delle associazioni antiracket e antiusura no-profit in corso a Roma. Oltre ai "cravattari" o alle organizzazioni mafiose, che costituiscono la faccia “sporca” e riconoscibile del crimine, secondo l’associazione antiusura di Confesercenti, sul territorio nazionale operano anche tanti professionisti che conoscono bene i meccanismi del mercato del credito legale e che con la crisi hanno iniziato a infrangere le regole. Secondo Sos Impresa, sono tre i gruppi “più o meno mascherati” che negli ultimi anni si sono macchiati di usura. Un primo gruppo, spiega l’associazione, è costituito da pseudo-società d'intermediazione o di servizi finanziari. “Si tratta di un fenomeno in preoccupante espansione che gioca sulla fiducia nutrita verso una struttura apparentemente legale e impersonale, magari anche visibilmente pubblicizzata sui mezzi di informazione”. Il meccanismo di usura, spiega Sos Impresa, scatta sul tasso d'interesse che “non è mai a scalare, ma fisso” e sull’obbligo di acquisto di servizi inutili e onerosi. Attività che, inoltre, “non sono mai state seriamente regolamentate”.
Altro gruppo dalla faccia pulita sono gli “avvocati, commercialisti e, persino notai, che si avvalgono di larghe amicizie e convivenze in ambienti finanziari e intervengono per operazioni superiori alle ventimila euro”. Poi ci sono i bancari. “Sono loro stessi – spiega Sos Impresa - che, conoscendo le difficoltà economiche del malcapitato, si autopropongono per un prestito personale. Tutti e tre i gruppi hanno una finalità comune: agiscono non solo per lucrare sugli interessi, con la modalità del rinnovo degli assegni, ma puntano ad una azione espropriativa. L’obiettivo e svuotare il malcapitato di ogni suo bene e attività economica”. Diversi i motivi che hanno portato all’espansione del mercato usuraio. Oltre all’aumento della richiesta di credito, si è “notevolmente abbassato il rischio di essere denunciati. Tra l’altro queste organizzazioni mascherano l’attività usuraia dietro transazioni commerciali e l’offerta di servizi, per cui diventa sempre più complesso smascherarle”. Reato di usura che, a causa della lentezza della giustizia italiana, è stato “depenalizzato di fatto”. Per Sos Impresa, “anche in caso di denuncia, è difficile subire una condanna definitiva”.

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