Da Banca Prossima 20 milioni a Coop sociali abruzzesi

Una boccata d’ossigeno alle coop sociali arriva dall’accordo firmato anche in Abruzzo fra l’Allenza cooperative italiane (neonata unione fra le confederazioni Legacoop, Agci e ConfCoop) e la Banca Prossima, istituto del gruppo Intesa-San Paolo dedicato al finanziamento del settore no-profit. Nella nostra regione sono a disposizione 20 milioni di euro delle imprese aderenti alle tre sigle per attivare progetti innovativi nel welfare. L’accordo è stato presentato dalle parti alla Cciaa di Pescara, alla presenza del vicepresidente della Regione Alfredo Castiglione e del padrone di casa Daniele Becci.

Franco Ricci della ConfCoop ha detto che per questa iniziativa arriva in un momento in cui le coop sociali soffrono molto, anche a causa dei ritardi della pubblica amministrazione che esternalizza molti servizi sociali affidati alle coop. In uno studio recente, Legacoop, ha scoperto che il 50% delle sue aderenti avrà problemi al bilancio a partire dal 2014 proprio per i mancati pagamenti pubblici. Le coop hanno resistito più delle altre imprese ma ora il nodo è venuto al pettine anche in questo settore, colpito duramente anche dalla false cooperative dietro le quali si nascondono veri imprenditori o politici disonesti. Castiglione ha confessato che l’Abruzzo è una delle poche regioni che non ha un apposito assessorato dedicato alla cooperazione e che questi 20 milioni arrivano in un momento in cui le risorse pubbliche sono sempre meno. Si è rallegrato del fatto che nei Poli d’innovazione e reti d’impresa regionali ci sono anche diverse coop. In Abruzzo l’Alleanza è presieduta da Fernando Di Fabrizio (LegaCoop) mentre all’incontro per la Banca sono intervenuti Gerardo Iula, coordinatore commerciale nazionale, e Adolfo Rasetti, referente territoriale Abruzzo, Marche e Molise che hanno parlato di accordo che consolida anche in Abruzzo la presenza dell’Istituto di credito e che seguiranno altre iniziative della banca, la quale vuole essere più vicina alle imprese sociali abruzzesi. Di Fabrizio ha concordato sul fatto che si tratta di un punto di partenza e non di arrivo e la volontà è di continuare a lavorare insieme. I fondi disponibili si attiveranno senza particolari difficoltà grazie al Fondo di garanzia statale previsto dalla legge 662 con cui le imprese sane si vedono riconosciuti una copertura che nel Mezzogiorno (quindi anche Abruzzo) arriva fino all’80%.

 

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