Università, l'anticipo dei test d'ingresso mette in crisi i maturandi

La primavera studentesca s'infiamma. Per la scuola è iniziata la settimana più dura dell'anno: per chi aspira a iscriversi alle facoltà a numero chiuso è già arrivata l’ora dei test d’ingresso. Il Ministero dell’Istruzione ha deciso anticipare le prove da settembre ad aprile, costringendo gli studenti a prepararsi contemporaneamente per maturità e per il test. Per i ragazzi di quinta superiore non sono giorni facili, questo anticipo rischia di farli arrivare all'esame di giugno con voti più bassi e una preparazione ridotta. Poco convinta anche Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione: "L'anticipazione è stata una decisione assunta in precedenza al mio mandato. Credo però che la compresenza del test e della stagione finale della scuola con l'esame di maturità offra elementi su cui riflettere. Ci sono molte segnalazioni da parte dei professori sulle difficoltà degli studenti. Per il futuro ascolterò pro e contro dei test d'ingresso anticipati in primavera e valuteremo se sarà opportuno farli in primavera o se pensare a una scadenza diversa". La scelta è stata dettata da una decisione del Consiglio nazionale universitario, che ha individuato questa data per il possibile allineamento con le altre scuole internazionali, visto che non in tutti i paesi la scuola finisce a giugno come in Italia. Anticipare le prove d’accesso all'università, può anche attrarre studenti stranieri. Vantaggi, però, che non sono proporzionati alle difficoltà che stanno incontrando gli alunni. Nel periodo più "caldo" dell’anno scolastico, l'anticipo sulla data dei test toglie energie allo studio per l’esame di Stato oppure costringe i meno determinati a chiudere il sogno del camice bianco nel cassetto. I dati, in calo, sugli iscritti effettivi ai test di quest’anno lo provano: 64187 per medicina contro i 74312 dello scorso anno; 6940 candidati per la prova di veterinaria del 9 aprile contro gli 8902 di un anno fa; 11884 candidati per il test di architettura del 10 aprile contro i 16651 iscritti effettivi dello scorso anno. L'effetto aprile, quindi, si è già fatto sentire. I professori sono arrabbiati, i ragazzi in difficoltà. In questo periodo bisogna, inoltre, fare i conti anche con le vacanze di Pasqua e le gite di istruzione, la tesina e le simulazioni delle prove scritte, il che rende ancor più difficile portare a termine i programmi. (Noemi Trivellone)

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