'Ieri, Cuba, domani' è la mostra all'Aurum di Pescara del fotografo Giulio Pace

"Ieri, Cuba, domani" è il titolo della mostra personale che il fotografo Giulio Pace inaugurerà il prossimo 3 luglio all'Aurum di Pescara alle 18 (orari: 9-13 e 16-19,30). Ex segretario dell'Associazione Italia-Cuba di Pescara, Pace da quando è in pensione si divide tra Francavilla al Mare (Chieti) e L'Avana (Cuba). "Un lavoro fotografico che ha per oggetto la condizione, carica di incertezze, di speranze e di timori, in cui è venuto trovarsi il popolo di Cuba a causa degli eventi che hanno mutato la situazione politica ed economica del Paese nell'ultimo periodo della sua travagliata storia - spiega il fotografo - La progressiva apertura di Barack Obama, anche se non è arrivata a rimuovere l'embargo commerciale imposto all'isola dal 1962, è bastata ad attivare un notevole flusso turistico dagli Stati Uniti e l'avvio di promettenti accordi commerciali".

 

Sembrava tutto andare per il verso giusto per un popolo che ne ha viste di tutti i colori e, invece, "l'elezione - prosegue Pace - nel novembre 2016, di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha segnato una brusca inversione di marcia nel processo di normalizzazione dei rapporti Usa-Cuba e ha gettato incertezza su una miriade di attività economiche fondate sulle aspettitive generate dall'atteggiamento della precedente amministrazione. 

 

"Nello stesso mese in cui viene eletto Trump muore Fidel Castro, uomo simbolo della Rivoluzione cubana, e nella primavera 2018 Raul Castro rimetterà la sua carica nelle mani di colui che sarà eletto alla presidenza della Repubblica", il giovane Miguel Diaz-Canel.  

 

A Cuba sono accadute più svolte storiche negli ultimi tre anni che in tutta l'era castrista. L'isola è passata da un relativo benessere con restrizioni nella trentennale era sovietica (nonostante il duro embargo Usa) alle aperture economiche e turistiche a cui Fidel Castro fu costretto negli anni 90 quando decretò il "periodo especial", la drammatica crisi economica poi in parte superata grazie al turismo e agli investimenti stranieri, ma soprattutto alle rimesse di euro e dollari possibili legalmente dei cubani residenti all'estero. 

 

"Nel mio lavoro - prosegue Pace - non ho usato la forma narrativa del giornalismo fotografico, ma piuttosto un linguaggio simbolico, allusivo e spesso surreale, che tenta di tradurre in immagini le sensazioni, i dubbi, i ricordi e le speranze, e vuole rendere leggibile il contenuto emozionale che le immagini racchiudono. Sono solo 10 immagini, ma alcune di loro sono costituite dalla fusione di diverse scene, e pertanto stampate in grandi formati (lato maggiore 200 centimetri) che consentiranno di apprezzarne i dettagli".

 

La mostra si concluderà il 10 luglio. Foto di precedenti mostre di Pce sono visibili sul suo sito e sua pagina Facebook.

 

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