Operazione 'Ital-simpatia': la strategia per più lingua italiana nel mondo

L'identità linguistica "non è un rifugio patriottico", ma "un bene immateriale mondiale di incontro della nostra cultura". Per questo, la diffusione dell'italiano nel mondo non può essere considerata "un fatto di nostalgia", ma la risposta di un Paese che fa "rete" e, dunque, "sistema" per riempire "una crescente domanda di italianità" all'estero. Con questa premessa il presidente della Società "Dante Alighieri"Andrea Riccardi (nella foto sotto a destra ricevuto da Sergio Mattarella, presidente della Repubblica) e il viceministro degli Esteri Mario Giro (nella foto d'apertura) hanno aperto ieri a Roma la XVII edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, organizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Maeci) e con l'Accademia della Crusca. Tema di quest'anno, "L'italiano al cinema, l'italiano nel cinema".
Nell'anno accademico 2015/16 la rete diplomatico-consolare e degli Istituti italiani di Cultura ha registrato una domanda di italiano proveniente da oltre due milioni di studenti censiti in più di 115 Paesi. "C'è grande richiesta di italianità nel mondo - ha confermato Giro - Dobbiamo rispondere a questa grande richiesta con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione". E uno di questi è "il cinema, che costituisce un grande vettore di promozione del vivere all'italiana", ha sottolineato Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci. 

L'Australia risulta essere il primo Paese al mondo per studenti di italiano. Qui la lingua italiana è la seconda lingua straniera più studiata nelle scuole pubbliche e private dopo il cinese. Ma a fronte di un grande numero di studenti iscritti ai corsi di italiano nella scuola primaria, la presenza dell'italiano nelle scuole secondarie e nelle università è sensibilmente più bassa, soprattutto per la concorrenza delle lingue asiatiche. Occorre dunque una politica che dia continuità allo studio dell'italiano, dalla scuola elementare alla maturità, in modo da incentivare il proseguimento degli studi di italiano anche a livello universitario, è stato notato.

"La priorità rimane la costituzione e l'ampliamento delle sezioni bilingui nelle scuole. Inoltre, bisogna dare impulso a nuove scuole di italiano all'estero", ha detto Giro. Più in generale - è l'opinione di De Luca - "dobbiamo costruire una strategia Paese per la promozione dell'italiano nei prossimi tre anni, una strategia basata su progetti nazionali e regionali nei quali individuare obiettivi di crescita". In ogni caso, ha argomentato Giro, "dobbiamo puntare sulla Russia, su alcuni paesi dell'America latina, sull'Albania, dove l'italiano si sta perdendo, sull'Egitto. Tutti Paesi dove c'è tanta richiesta di italianità. Perché se non si risponde a tale richiesta, si rischia di perderli". 

D'altra parte, ha ricordato il viceministro degli Esteri facendo riferimento a una stima fatta dalla Ragioneria generale dello Stato, non si può dimenticare che i beni del patrimonio culturale e ambientale italiano - ovvvero "tutto ciò che ruota intorno alla cultura e alla lingua italiana" - valgono "più del 10% del Pil", circa 174 miliardi di euro. Insomma, "il passaggio dall'ital-nostalgia all'ital-simpatia deve essere la nostra sfida per il futuro e andrà affrontata coinvolgendo il più ampio numero di operatori". Uno di questi è certamente la Svizzera, che ha dato il suo sostegno alla Settimana della lingua italiana nel mondo (nel Paese helvetivo è una delle tre lingue ufficiali, insieme a francese e tedesco). "La cultura italiana è uno dei pilastri fondamentali su cui si regge la società svizzera, ha un valore strategico in tutti i nostri cantoni, non solo quelli di lingua italiana", ha precisato l'ambasciatore svizzero in Italia, Giancarlo Kessler (nella foto qui a sinistra con la conduttrice tv Michelle Hunziker, cittadina svizzera e italiana).

"Altrettanto importante" per l'operazione "ital-simpatia" è "il tentativo di attrarre studenti stranieri nelle università italiane. Al momento sono circa il 4%. E' una cifra che vorrei almeno raddoppiare. Dobbiamo essere più attraenti. Alcune nostre università sono casi di eccellenza, ma altre hanno percentuali più basse. Bisogna essere attrattivi e recettivi, fare in modo che gli studenti stranieri vengano a studiare qui", ha commentato Giro.

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