"Giornata della Memoria" a ricordo vittime Olocausto nazista e fascista

Si celebra oggi in quasi tutto il mondo la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime dell'Olocausto (Shoah in lingua ebraica) per risoluzione dell'Onu 60/7 del 2005. Il 27 gennaio 1945 fu, infatti, il giorno in cui le truppe sovietiche liberarono i pochi sopravvissuti dal campo di concentramento di Auschwitz (Polonia).

 Emma Bonino, ministro degli Esteri, ha inviato un messaggio alla comunità ebraica, quella più colpita dallo sterminio nazista (circa sei milioni di morti) insieme ad altre etnie come i rom, persone di razza non ariana ma anche omosessuali, bambini compresi (foto). "In occasione della Giornata della Memoria esprimo alla comunitá ebraica il mio sentimento di forte vicinanza e partecipazione nella commemorazione delle vittime della Shoah - scrive la Bonino - il crimine peggiore nella storia dell'umanità compiuto con lucida e consapevole determinazione. Esprimo la mia più ferma condanna dei riprovevoli atti di antisemistimo dei giorni scorsi ai danni della comunità ebraica romana e dell'Ambasciata di Israele che confermano ancora una volta la necessità di moltiplicare i nostri sforzi, soprattutto verso le generazioni più giovani, per mantenere viva la memoria dell'Olocausto. Purtroppo, si tende a dimenticare e periodicamente riemergono pulsioni antisemite, da qui l'importanza di continuare a rileggere e divulgare la Storia di quel periodo tragico per mantenere vivo il ricordo e mobilitare le coscienze”.

Auschwitz è il più famoso campo di concentramento è la sua scoperta rivelò compiutamente, per la prima volta al mondo, l'orrore del genocidio nazista, ignoto anche a tanti cittadini tedeschi. Ad Auschwitz, circa 10-15 giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa. L'apertura dei cancelli del Campo mostrò anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dentro quel lager nazista. In realtà, i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quelli di Chełmno e Bełzec (sempre in Polonia) ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo poche unità speciali.
"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio - recita la legge italiana 211/2000 che recepisce la Risoluzione Onu - data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, 'Giorno della Memoria', al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati". Nella Giornata, prosegue la norma, che sottolinea la complicità anche del regime fascista di Benito Mussolini, alleato della Germania nazista di Adolf Hitler, "sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico e oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere".

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