La battuta della Santelli sui neri e il trucco infondata anche biologicamente

 

“Voler contenere l’immigrazione non è razzismo” ha dichiarato la deputata forzista Jole Santelli alla trasmissione di Rai 2 "Agorà". Ma affermare poi che “i neri sono più fortunati di noi perché non si devono truccare” è, sì, una battuta razzista.

L'ex sottosegretario pdl di questo governo al Lavoro e Politiche sociali - incarico dal quale s'è dimessa per via della sua adesione alla nuova Forza Italia che è passata all'opposizione - è scivolata su un inciso che, peraltro, non c'entrava niente con il tema immigrazione e clandestinità che si stava affrontando nella trasmissione condotta da Gerardo Greco, dov'era ospite in collegamento anche il ministro per l'Integrazione Cecile KyengeIn studio nessuno ha ripreso la Santelli ma, a puntata finita, Greco ha stigmatizzato su Twitter le sue parole: “Brutta frase – ha scritto il giornalista – cartellino rosso. Nella concitazione m'è sfuggita, ma su certe cose bisogna scusarsi”. Scuse che la Santelli non s'è sentita in dovere di fare: "Un’inutile strumentalizzazione lo sdegno a scoppio ritardato su una frase estrapolata dal contesto e di significato opposto a quello che si vuol fare apparire - ha replicato - Nessuno durante la trasmissione e dopo nei commenti successivi ha dato alcuna valenza negativa alle mie parole. Questa strumentalizzazione è vero razzismo". Del resto, la battuta della Santelli sembra in linea con il repertorio del leader del suo partito, Silvio Berlusconi, che salutò l’elezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti ironizzando sulla sua bella “abbronzatura”. Ammesso e non concesso che la battuta non sia stata razzista, è almeno fondata dal punto di vista biologico? Lo abbiamo chiesto a una truccatrice mulatta, che vive a Montesilvano (Pescara): "La battuta è razzista - premette la giovane cubana, che vuole rimanere anonima - per il semplice fatto che sottolinea la differenza di colore fra esseri umani. Anche noi nere abbiamo la necessità di truccarci, perché la funzione del trucco è anche quella di correggere difetti cutanei o somatici che pure noi abbiamo. Il maquillage per le persone nere è più difficile rispetto a quelle di pelle bianca, anche perché la case produttrici di cosmetici difficilmente mettono in commercio prodotti specifici per la pelle nera (che non è di colore). Il motivo non lo so ma non voglio pensare che il razzismo esiste anche nelle industrie del settore. Non è colpa nostra se la produzione di melanina è troppo attiva nella nostra pelle che per questo motivo è più scura, rispetto alle persone bianche che ogni anno, però, spendono un sacco di soldi per abbronzanti al mare e farsi le lampade che sono pure potenzialmente cancerogene per la pelle". 

Creme abbronzanti, ore e ore sotto al sole e al caldo torrido, lampade e persino interventi chirurgici per aumentare il volume delle labbra o degli zigomi: perché i bianchi sono razzisti se poi fanno di tutto per assomigliare il più possibile ai neri?

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