Niente velo sopra la tuta sportiva, palestra nega ingresso a musulmana

La palestra le nega di praticare l'attività sportiva col velo in testa e lei se ne va e li denuncia ai Carabinieri. È successo a Novellara (Reggio Emilia), una delle città più multietniche d’Italia e modello d’integrazione. Aziza El Ouardi, ragazza reggiana di origine marocchina, è stata allontanata dai responsabili dell’associazione sportiva “Linea & sport” perché indossava il velo che le copriva il capo.

La trentenne, che vive in Italia da quando aveva dieci anni, aveva già frequentato la stessa palestra senza hijab (il velo islamico) ma lunedì scorso "ho deciso di indossare il velo – ha raccontato Aziza (nella foto in alto, col velo, pubblicata sul suo profilo Facebook e sotto, senza velo) al quotidiano "Gazzetta di Reggio" - e i sorrisi degli addetti si sono trasformati in sguardi severi. Ai clienti, invece, il mio abbigliamento non sembrava proprio dare fastidio, ma uno dei responsabile ha evocato il regolamento della loro associazione, facendomi notare che il velo non era concesso”. Hijab che la giovane non porta sempre: “L'ho indossato per coprirmi il capo e raccogliermi i capelli - prosegue - Uno dei responsabili della palestra mi ha accusato di 'mettere a disagio i clienti in sala', invitandomi ad allontanarmi. Ero appena salita sul tapis-roulant”. A quel punto Aziza ha deciso di abbandonare la palestra chiedendo il rimborso del suo abbonamento, che le è stato negato. L'allenatore della struttura ha spiegato: “Se qualcuno si presenta con il velo non lo accettiamo. Non vogliamo rischiare di mettere a disagio le altre persone presenti in sala. Insomma, non è giusto arrivare in palestra col velo, abbiamo altre clienti marocchine e indiane che vengono a fare attività sportiva e nessuna si copre il capo”. Quindi, secondo la struttura Aziza avrebbe violato il regolamento dell’associazione sportiva, ma andando a leggere le norme da rispettare all’interno della palestra non c’è traccia di divieti legati ai hijab. Le motivazioni date dai responsabili della struttura non sono bastate a placare l’ira della giovane, tanto che ha deciso, appunto, di sporgere denuncia ai Carabinieri per discriminazione etnico-religiosa. “In 15 anni di attività in palestre - conclude Aziza – non mi era mai successo una cosa del genere”. Certamente, se la giovane marocchina si fosse presentata col velo all'atto dell'iscrizione, la preclusione si sarebbe manifestata subito e Aziza avrebbe potuto scegliere di iscriversi o meno alla palestra e cercarne un'altra più tollerante. Avendola, invece, già frequentata senza hijab, forse a qualcuno è sembrata una provocazione.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=