Droghe, Fini-Giovanardi: 8mila pene da ricalcolare? Intervenga il Governo

Per i circa ottomila detenuti che con l’incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi potrebbero vedersi riconosciuto un ricalcolo della pena o la scarcerazione è in arrivo una decisione della Corte di Cassazione che farà chiarezza sulle condanne precedenti alla sentenza della Consulta. Lo ha reso noto il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, durante la conferenza stampa tenutasi a Roma sui ricorsi presentati dai detenuti italiani alla Corte europea per i diritti umani per trattamento inumano e degradante a causa del sovraffollamento delle carceri italiane. “Il 29 maggio le sezioni unite della Cassazione – ha spiegato Gonnella - dovranno decidere gli esiti della sentenza sulla Fini-Giovanardi sulle droghe. La Corte costituzionale ha abrogato la legge il 12 febbraio, facendo tornare in vigore la Iervolino Vassalli come modificata dal referendum del 1993, che prevedeva un trattamento differenziato dal punto di vista penale per chi aveva commesso fatti che avevano in oggetto droghe leggere rispetto a quelli legati alle droghe pesanti, con forti riduzioni di pena per i primi”. I dubbi sulla possibilità di ricalcolare la pena per i condannati prima del 12 febbraio 2014, infatti, persistono. “In giro per l’Italia ci sono decisioni diverse prese dai giudici che su richiesta dei detenuti hanno fatto quello che in termine tecnico si chiama incidente di esecuzione”. Sul tema, infatti, si contrappongono due tesi. “Una secondo la quale dovrà esservi il ricalcolo e quindi il ribasso delle pene per ciascun detenuto – spiega Antigone - L’altra secondo la quale una sentenza passata in giudicato è sempre intangibile”. Giovedì prossimo, saranno sciolti i dubbi sulla questione, ma per Gonnella sarebbe auspicabile una riforma organica sul tema. “In questa stagione di riforme il tema delle droghe non è stato toccato – ha spiegato - Se non ci fosse stata la sentenza della Corte costituzionale non ci sarebbero state novità e le leggi sarebbero rimaste invariate”.

Potrebbe intervenire il governo - come da noi già suggerito - con un decreto, anche per risolvere il problema sovraffollamento carceri, strapiene di detenuti condannati per droga.

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