Venezuela, manovre militari a frontiera con Colombia per traffici di droga e benzina

Circa 3500 fra militari e poliziotti venezuelani sono stati dispiegati alla frontiera con la Colombia per lottare contro il narcotraffico e il contrabbando di carburante (forse più per questo secondo traffico illegale). Come ricorda l'agenzia France Presse, malgrado i due paesi condividano una frontiera lunga 2200 chilometri Caracas ha rotto nel febbraio scorso le relazioni diplomatiche con Bogotà, dopo che il governo colombiano aveva appoggiato il piano del presidente ad hinterim e leader dell'opposizione venezuelana Juan Guaidò (nella foto a fianco, è a destra col presidente colombiano Ivan Duque) di far affluire degli aiuti umanitari dalla Colombia

Un progetto poi fallito che il governo di Caracas riteneva nascondesse un intervento militare statunitense sostenuto dalla Colombia. Stando al governo venezuelano il dispiegamento militare alla frontiera rientra nel quadro delle manovre militari in corso in diverse provincie del Paese sudamericano in preda a una crisi economica, politica e umanitaria senza precedenti: "Continueremo a condurre varie operazioni per lottare contro il contrabbando di carburante e contro il narcotraffico" ha concluso il capo delle operazioni delle forze armate venezuelane, ammiraglio Remigio Ceballos(nella foto d'apertura è a destra col presidente chavista Nicolas Maduro).

Il governo che si attiva per la lotta al narcotraffico fa sorridere l'opposizione che da anni denuncia che il regime chavista si finanzia col traffico della droga per sostenere una casta ormai alla frutta a causa della crisi economica, che ha svuotato le casse del paese ma anche le pesanti sanzioni di Stati Uniti, Unione europea, Svizzera e altri paesi nel mondo.

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