Venezuela: deputato accusato di attentato contro Maduro rischia 30 anni di carcere

Un giovane parlamentare venezuelano dell'opposizione, Juan Requesens, accusato di aver partecipato a un attentato contro il presidente Nicolas Maduro, rischia fino a 30 anni di carcere. Lo fa sapere il suo avvocato: "L'accusa contro Requesens è stata pienamente convalidata (...) e quindi arriveremo al giudizio", ha detto l'avvocato Joel Garcia alla fine di una lunga udienza che s'è conclusa di notte. In carcere dal 7 agosto, il parlamentare è accusato di "tentato omicidio", "possesso di armi da fuoco, terrorismo, tradimento contro la patria, complotto criminale e istigazione al disordine pubblico", ha affermato Garcia. Il presunto attacco con droni esplosivi è avvenuto il 4 agosto 2018 durante una parata militare a Caracas, tre giorni prima dell'arresto del deputato. Ha preso di mira il capo dello Stato, secondo il governo chavista. L'imputato, che rimarrà in carcere in attesa di giudizio, "si è dichiarato innocente" dalle accuse contro di lui e potrebbe essere condannato a 30 anni (come la sua età) di prigione se ritenuto colpevole, ha detto il legale. Il regime chavista ha trasmesso video che mostrano il parlamentare che ha confessato di aver collaborato al passaggio di Juan Monasterios, un ex soldato, dalla Colombia al Venezuela, su richiesta dell'ex presidente dell'Assemblea nazionale, Julio Borges. Monasterios avrebbe contribuito a far entrare i droni in Venezuela, secondo la sua testimonianza. Borges, in esilio a Bogotà (Colombia), ha definito il presunto attacco una "farsa" e ha affermato, come altri leader dell'opposizione, che "confessioni" sono state ottenute sotto minaccia, tortura o farmaci. In nessuna delle registrazioni, tuttavia, Requesens (del partito "Primero Justicia") ammette di essere stato consapevole del fatto che l'ingresso di Monasterios nel Paese fosse legato a un complotto per assassinare Maduro.

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