Brasile, Corte Suprema rende reato penale l'omofobia nell'era Bolsonaro

La Corte Suprema del Brasile ha deciso - con otto voti contro tre - di rendere reato penale l'omofobia, un provvedimento molto importante per le minoranze sessuali in un Paese che conta il più grande numero di omicidi di persone Lgbt. Persino il presidente della Repubblica Jair Bolsonaro, di estrema destra, non ha mai fatto mistero della sua omofobia dichiarando recentemente guerra al turismo gay nel più grande Paese sudamericano. Dopo l'elezione di Bolsonaro, un deputato gay si è dimesso dal parlmamento a seguito di minacce.
Il Tribunale federale supremo (Stf) ha provvisoriamente decretato che l'omofobia è equivalente al reato di razzismo, attendendo che il Congresso - attualmente a maggioranza di centro-destra e sotto forte influenza delle chiese evangeliche - elabora una legge specifica per reprimere questo tipo di discriminazione.
"Ogni pregiudizio rappresenta una violenza - ha dichiarato Carmen Luzia, giudice del Stf (nella foto a destra), per spiegare il suo voto favorevole. "Ogni discriminazione è motivo di sofferenza", ma alcuni pregiudizi provocano maggiori sofferenze di altri, perchè sono ferite che colpiscono la persona nella sua casa, che separano i genitori dai figli, [che separano] i fratelli, gli amici, per il semplice fatto di tentare di vivere qualcosa che si presenta come naturale", ha detto questo giudice.

e-max.it: your social media marketing partner

 

JT Fixed Display

 

=