Cassazione: padre gay non biologico non può essere genitore anche in Italia

Non può essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un giudice straniero con cui è stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all'estero mediante il ricorso alla maternità surrogata e un soggetto che non abbia con lo stesso alcun rapporto biologico (il "genitore d'intenzione", la nota "stepchild adoption", consentita invece dalla Cassazione per le coppie gay femminili). Lo hanno deciso le sezioni unite della Corte di Cassazione con la sentenza 12193, pubblicata oggi, che ha rigettato la domanda di riconoscimento dell'efficacia del provvedimento, riguardante due minori concepiti da uno dei componenti di una coppia omosessuale mediante il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, con la collaborazione di due donne, una delle quali aveva messo a disposizione gli ovociti, mentre l'altra aveva provveduto alla gestazione. Il caso è quello di Trento, dove la paternità di entrambi i coniugi maschi, riconosciuta dal giudice straniero, era stata confermata anche dalla Corte d’Appello di Trento, che aveva ordinato la trascrizione nei registri dello stato civile italiano del nome del secondo papà non biologico. La Cassazione ha accolto il ricorso del procuratore generale di Trento a cui si sono uniti il sindaco della città, Alessandro Andreatta (Partito Democratico) e il Ministero dell’Interno. 

La Corte ha ritenuto che il riconoscimento del rapporto di filiazione con l'altro componente della coppia si ponesse in contrasto con il divieto della surrogazione di maternità, previsto dall'articolo 12, comma sesto, della legge 40 del 2004, ravvisando in tale disposizione un principio di ordine pubblico, posto a tutela della dignità della gestante e dell'istituto dell'adozione.
In proposito, è stato chiarito che la compatibilità con l'ordine pubblico, richiesta ai fini del riconoscimento dagli articoli 64 e seguenti della legge 218 del 1995, dev'essere valutata alla stregua non solo dei principi fondamentali della Costituzione e di quelli consacrati nelle fonti internazionali e sovranazionali, ma anche del modo in cui gli stessi hanno trovato attuazione nella legislazione ordinaria, nonché dell'interpretazione fornitane dalla giurisprudenza. E' stato tuttavia precisato che i valori tutelati dal divieto, ritenuti dal legislatore prevalenti sull'interesse del minore, non escludono la possibilità di attribuire rilievo al rapporto genitoriale, mediante il ricorso ad altri strumenti giuridici, come l'adozione in casi particolari, prevista dall'articolo 44, comma primo, lettera d), della legge 184/1983.

Identico caso quello dell'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (nella foto d'apertura del settimanale "Chi" ha in braccio il figlio Tobia Antonio col compagno italo-canadese Eddy Testa, padre biologico e anagrafico del bimbo in Italia). 

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