Venezuela, Magallanes si rifugia in ambasciata d'Italia. Ex capo Sebin passa con Guaidò

La deputata venezuelana Mariela Magallanes - una dei sette parlamentari ai quali è stata revocata ieri l'immunità su richiesta della magistratura di Caracas, coniugata con un cittadino italiano e con in corso il procedimento per l'ottenimento della cittadinanza italiana - è stata accolta nella residenza dell`Ambasciatore d`Italia a Caracas Silvio Mignano. Il Ministero degli Esteri italiano fa sapere che le sarà garantita ogni possibile tutela e ospitalità, in piena conformità alle convenzioni diplomatiche. Il ministro Enzo Moavero Milanesi ha espresso "la più ferma condanna per decisioni che violano le basilari immunità parlamentari e i principi dello Stato di diritto", commentando la decisione dell'Assemblea nazionale costituente (Anc) del Venezuela (tutta chavista) che ieri - su richiesta del Tribunale supremo di giustizia (Tsj), controllata pure dal regime di Nicolas Maduro - ha approvato la revoca dell'immunità di sette deputati dell'Assemblea nazionale con l'accusa di aver partecipato ad un fallito colpo di Stato il 30 aprile scorso, in realtà l'inizio dell'"Operazione libertà", che non ha ottenuto l'obiettivo di Juan Guaidò (nella foto qui a destra con la Magallanes) di far passare l'esercito con l'opposizione. I soldati patiscono pure loro gli effetti della crisi economica e dei salari da fame, ma i tanti ufficiali, ben retribuiti in chiaro e in nero da Maduro rimangono per ora fedeli al regime.

"Simili atti repressivi" - ha continuato Moavero - non aiutano affatto la ricerca di una soluzione democratica e pacifica della grave situazione venezuelana, a favore della quale il governo italiano lavora insieme all`Unione europea, anche nel contesto dell`apposito Gruppo internazionale di contatto".

Intanto, gli Stati Uniti non riuscendo a fare entrare via terra gli aiuti umanitari ora ci provano via mare, schierando "la nave ospedale Usns Comfort per fornire assistenza umanitaria" alla popolazione locale, "vittima della crisi provocata dall'uomo del regime e dalla negligenza", ha scritto su Twitter il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, John BoltonGli Usa hanno nel frattempo revocato le sanzioni a un generale venezuelano che ha rotto con Maduro, con la speranza di convincere altri esponenti del regime a imitarlo. Il vicepresidente Mike Pence ha detto che gli Usa "considereranno l'abolizione delle sanzioni per tutti coloro che si faranno avanti" e ha ribadito il sostegno a Guaidó, riconosciuto da oltre 50 Paesi come "presidente ad interim". Beneficiario del provvedimento Usa è Manuel Cristopher Figuera (nella foto d'apertura, è a sinistra con Maduro), ex capo dell'intelligence del Venezuela (Sebin). "Speriamo che l'iniziativa presa dal nostro Paese oggi incoraggerà altri a seguire l'esempio del generale Figuera e di altri esponenti militari che si sono fatti avanti" ha detto Pence in un discorso al Dipartimento di Stato. Sul caso dei deputati a cui è stata tolta l'immunità, Pence ha accusato i giudici supremi di essere diventati "strumenti politici" del regime he ha chiesto alla Corte di "tornare ai principi fondativi". "Altrimenti gli Usaa ne chiederà conto a tutti i 25 magistrati della corte". Gli Usa hanno sanzionato il presidente del Tsj Maikel Moreno e i sette membri principali della corte costituzionale nel 2017.

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