Venezuela, Guaidò arringa folla a Caracas. Al suo fianco il compagno Lopez liberato

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A Caracas (Venezuela) è scontro fra oppositori e militari fedeli ancora al presidente chavista Nicolas Maduro. I manifestanti sono stati aizzati dal presidente ad hinterim del Venezuela Juan Guaidó che ha lasciato la base dell'aeronautica della Carlota e arringa i suoi sostenitori nel quartiere di Altamira. Guaidò, che stamani ha lanciato in un video l'"Operacion libertad", la "fase finale" della lotta contro il regime chavista di Maduro, ha detto di essere da anni in contatto con i militari, ma di sapere oggi che non sostengono più "el dictador". "Oggi è chiaro che le forze armate sono con la gente e non con il dittatore" ha detto alla folla. "Sappiamo che tutti i venezuelani sono favorevoli al cambiamento e alla Costituzione". "Il momento è ora - ha scritto su Twitter il presidente dell'Assemblea nazionale - Il futuro ci appartiene: il popolo e le forze armate uniti per cessare l'usurpazione".

Guaidò è apparso stamane insieme al suo compagno di partito (Voluntad popular) Leopoldo Lopez, (nella foto d'apertura, a destra di Guaidò) storico leader dell'opposizione venezuelana liberato stamane dai militari, dopo anni fra carcere a arresti domiciliari. Dal 2017 Lopez è stato il kingmaker che ha promosso la vertiginosa ascesa di Guaidò dai margini dello scenario politico ad aspirante presidente del Venezuela. Lopez sostiene di essere discendente di Simon Bolivar, il generale che nel 19mo secolo liberò il Venezuela dal dominio spagnolo. Come molti membri dell'elite venezuelana ha studiato negli Stati Uniti, in un collegio nel New Jersey e poi all'università di Harvard, dove ha frequentato la Kennedy school of government.
Tornato in Venezuela nel 1992 ha fondato il partito centrista Primero Justicia con altri due politici di rilievo, Julio Borges ed Henrique Capriles. In quello stesso anno Hugo Chavez ha tentato un colpo di Stato. Lopez ha poi rotto con Borges e Capriles fondando Voluntad Popular, forza socialdemocratica aderente all'Internazionale socialista, che non riconosce il Psuv di Chavez e Maduro. 
Lopez è stato eletto sindaco del municipio benestante di Chacao a Caracas nel 2000, rieletto fino al 2008, quando Chavez non gli ha permesso di ricandidarsi. E' stato accusato di essere coinvolto nel breve golpe anti-Chavez nel 2002. E' stato arrestato a febbraio 2014 dopo aver guidato una protesta contro Maduro e inviato al carcere di massima sicurezza di Remo Verde fuori Caracas, dove ha trascorso otto mesi in isolamento. La scelta s'è rivelata un boomerang per Maduro, perché Lopez è diventato un eroe popolare, raffigurato su manifesti e t-shirt. La moglie italiana Lilian Tintori ha promosso un'intensa campagna per la sua liberazione (anche recandosi negli Stati Uniti, da Donald Trump, nella foto a destra insieme anche a Mike Pence e Marco Rubio) e ha lavorato come messaggero tra il marito in carcere e gli altri leader d'opposizione. Nel 2017 Lopez è stato trasferito agli arresti domiciliari, col permesso di comunicare con altri oppositori, tra cui Guaidò. E' stato Lopez a fare in modo che Guaidó diventasse presidente del parlamento all'inizio del secondo mandato di Maduro (dopo Henry Ramos Allup -anche lui con moglie italiana - e Borges), mettendo un suo uomo al centro di una tempesta geopolitica mondiale. (segue)

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