Bolsonaro: Brasile non sarà più un 'paradiso del turismo gay' (e nemmeno etero)

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Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha fatto scoppiare un'altra miccia dichiarando che il suo Paese "non deve diventare un paradiso del turismo gay".
Un'altra delle esternazioni omofobe del 64enne capo del più grande stato sudamericano (nella foto) che non nasconde ma ostenta le sue posizioni più reazionarie. Da poco si era detto "molto orgoglioso" di essere "omofobo". Un deputato gay si è dimesso a gennaio e ha addiruttura lasciato il Brasile per minacce.
La nuova "battuta" pronunciata a un incontro con la stampa a Brasilia, gli ha attirato nuovi strali da parte della comunità Lgbt. Anche se questa volta Bolsonaro ha fatto riferimenti anche al mondo etero. "Se venite (in Brasile) e volete fare sesso con una donna, dovete rimanere nel nostro Paese per sempre", ha detto. Il Brasile ha invece sempre avuto la reputazione di essere un Paese aperto alla comunità Lgbt. Un tempo Rio de Janeiro era stata addirittura eletta la miglior destinazione per la comunità Lgbt del mondo e vari pride, come il famoso carnevale, attraggono milioni di persone dai quattro angoli del pianeta.

Nelle sue invettive anti-gay, Bolsonaro una volta era arrivato addirittura a dire che preferiva avere un figlio morto che gay. In un altro attacco omofobo, Bolsonaro ha accusato i 'fondamentalisti omosessuali' di fare il lavaggio del cervello ai bambini in modo da "farli diventare gay o lesbiche per soddisfarli sessualmente in futuro".

Per non parlare delle uscite da machista dell'ultima ora. Una volta ha osato dire a una deputata che era troppo brutta per essere violentata e che la nascita della figlia, dopo quattro maschi, era stata un "momento di debolezza". Il deputato e attivista Lgbt David Miranda (nella foto a destra) ha detto al quotidiano britannico "The Guardian": "Questo non è un capo di Stato è una disgrazia nazionale". Renan Quinalha, avvocato e attivista, ha detto che le esternazioni di Bolsonaro autorizzano "più alti livelli di quelli attuali già allarmanti delle violenze contro la comunità Lgbt nel Paese".

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