Libertà di stampa, Scandinavia top, Italia meglio di Usa. Giamaica isola più felice

Reporter senza frontiere (Rsf) ha pubblicato come ogni anno la classifica del rispetto della libertà di stampa nei 180 paesi nel mondo. Tre paesi scandinavi, Norvegia (che si conferma prima), Finlandia (che sale di due posizioni) e Svezia, sono sul podio, seguiti da altre tre nazioni europee: Olanda, Danimarca e Svizzera. Dopo il settimo posto della Nuova Zelanda sorprende l'ottavo della caraibica Giamaica, l'isola più felice della terra, vicina alla comunista Cuba (169ma) che migliora di poco e sta meglio della Cina (177ma), il più grande regime marxista della terra, e del'Iran (170mo). L'Italia migliora, sale al 43mo posto dal 46mo del 2018 e 52mo del 2017, e supera gli Stati Uniti (48mo), Per Rsf la libertà di stampa nel mondo sia complessivamente in arretramento: "il numero dei Paesi considerati sicuri, dove un giornalista può lavorare senza temere per la propria vita diminuisce ancora, mentre i regimi autoritari continuano ad aumentare il controllo sui media".

In tutti i regimi autoritari la censura è spietata e opera anche direttamente sui giornalisti, anche a livello fisico. Tra questi c'è da segnalare che quest'anno il Turkmenistan ha rimpiazzato la Corea del Nord all'ultimo posto della graduatoria. Male anche la Cina (177ma) che conferma la scarsa libertà d'espressione di cui godono i suoi media. C'è poi da registrare la situazione africana, che a quanto emerge dal rapporto subisce un deciso peggioramento complessivo. Il Nicaragua ha perso 24 punti e si piazza al 114mo posto, appena dietro la Bolivia, Il Venezuela è sceso dal 143mo al 148mo posto (nel 2017 era al 137mo), subito prima della Russia e meglio pure della Turchia (157ma). Anche in Europa si sono registrati passi indietro, in particolare Serbia, Montenegro, Ungheria, Malta e Slovacchia. La più grande democrazia del mondo, l'India, sta alla 140ma posizione, meno due rispetto al 2018.

Per queste ultime due pesano gli omicidi di Daphne Caruana Galizia (nella foto a destra), giornalista investigativa che si era occupata anche dei "Panama Papers", a Malta, e di Jac Kuciak, che stava indagando su alcuni finanziamenti europei gestiti da cittadini italiani con presunti legami con la 'Ndrangheta, in Slovacchia. Sull'Italia pesa il fatto che diversi giornalisti debbano vive sotto scorta per le minacce soprattutto della criminalità organizzata, anche se - riconosce l'organizzazione - continuano a svolgere il loro lavoro "con coraggio". A proposito di scorte vengono citati il giornalista antimafia Paolo Borrometi (nella foto d'apertura, è al centro a Pescara fra il segretario del Sindacato giornalisti abruzzesi Ezio Cerasi e il presidente dell'Ordine dei giornalisti regionale Stefano Pallotta) e che il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha minacciato di toglierla a Roberto Saviano, mentre sempre in relazione alla politica il rapporto cita il Movimento 5 Stelle e le uscite dei suoi membri piuttosto forti contro giornali e giornalisti.

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