Cina, 1 mln di musulmani in campus rieducativi: lezioni e pasti a base di maiale

Nelle ore in cui il presidente cinese Xi Jinping è in Italia per l'importante accordo sulla "Nuova via della Seta", anche in Italia L'Onu fa giungere la notizia che la Cina ha confinato in campi di "rieducazione" e "formazione" nella regione dello Xinjiang circa un milione di musulmani. Nello Xinjiang, infatti, vive la principale minoranza di religione islamica, quella degli uiguri. Per la verità la notizia è nota da tempo. ma ora viene rilanciata per via del fatto che un ex "detenuto", adesso in esilio, ha rivelato, intervistato dall'agenzia di stampa francese Afp, che l'indottrinamento inizia la mattina presto con sessioni di autocritica e canzoni patriottiche. Gli "studenti" possono parlare soltanto in cinese e la giornata si conclude con pasti a base di maiale, carne proibita dalla religione musulmana, in particolare il venerdì, giorno sacro per l'Islam.
Il viceministro degli Esteri cinese, Le Yucheng, ha definito le aree come dei "campus", ma per Omir Bekali, di etnia kazaka, che ha passato alcune settimane a Karamay prima di essere liberato e essere andato in Turchia, i campi hanno l'unico obiettivo di privare i detenuti della loro religione.

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