Venezuela, Mattarella: né incertezza nè esitazione. Guaidò ok da diversi paesi Ue

La situazione in Venezuela "e' particolarmente rilevante anche per l'Italia", il legame col nostro Paese "é strettissimo. Questa condizione ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri partner e alleati dell'Unione Europea". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (nella foto d'apertura, stringe la manoe ai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e al premier Giuseppe Conte), intervenendo alla inaugurazione del centro rifugiati Astalli a Roma. Al capo dello Stato italiano si è appellata la comunità italiana in Venezuela, scesa in piazza sabato scorso a sostegno di Juan Guaidò (nella foto qui sotto a destra), presidente che il governo Lega-5Stelle italiano non vuol riconoscere. Nella scelta, ha avvertito Mattarella, "non può esserci né incertezza né esitazione tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall'altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile".

Intanto il presidente chavista Nicolas Maduro ha fatto scadere l'ultimatum degli otto giorni per indire nuove elezioni presidenziali, lanciato dai principali paesi dell'Unione europea Venezuela e così Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna hanno riconosciuto Guaidò, l'autoproclamatosi "presidente ad interim" del Paese sudamericano dove vivono tanti italiani e riconosciuto in questo ruolo da molti paesi, Ue compresa, è tornato a lanciare un appello all'Italia, rimasta, invece, fuori dal coro di adesioni insieme alla Grecia. La posizione neutra del Governo italiano ha suscitato le proteste degli italo-venezuelani che sabato scorso hanno manifestato in diverse piazze, fra cui anche Pescara (nella foto in fondo a destra) a sostegno di Guaidò presidente.
"Non è facile per noi capire la politica italiana o le difficoltà interne del vostro governo ad assumere certe posizioni - ha detto Guaidò al quotidiano "Corriere della sera" - immagino che anche il resto del mondo non possa capire fino in fondo come funzionano le cose da noi. Ma qui ci sono alcuni fatti evidenti che in Italia si devono conoscere. In Venezuela negli ultimi 15 anni sono morte a causa della violenza 250mila persone. Nel nostro Paese c'è stato un bagno di sangue a causa dell'esplosione della criminalità, alla quale vanno aggiunte le azioni delle forze di repressione di Maduro che hanno commesso innumerevoli violazioni dei diritti umani. Se i governi europei vogliono contribuire a fermare tutto questo devono muoversi in blocco. E' molto importante per noi e per il ritorno della democrazia in Venezuela".

Sulla posizione del governo Lega-5Stelle italiano è intervenuto Piero Fassino del Partito Democratico (nella foto a sinistra), vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. "In queste ore i principali paesi europei stanno riconoscendo la legittimità di Guaidò. Da giorni l'Italia è arroccata in una posizione ambigua e opportunista che mina la coesione europea e isola ancora una volta il nostro Paese. Se si vuole davvero concorrere a una soluzione che porti il Venezuela a nuove libere elezioni - prosegue l'ultimo segretario dei Democratici di Sinistra (poi confluiti nel Pd) - è decisivo che l'Europa parli con una sola voce e agisca unita. Essere l'unico governo europeo che ha ricevuto il plauso di Maduro è una macchia che lede credibilità e influenza del nostro Paese. Esca l'Italia da questa infelice posizione e unisca il suo impegno all'azione dell'Ue e dei paesi europei".

 

 

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